Il risultato, tuttavia, non è bastato a colmare il divario di tre punti dall'Atalanta in classifica, né a ribaltare lo svantaggio negli scontri diretti maturato nel primo confronto tra le due formazioni. Il Bologna chiude così la stagione senza agguantare la qualificazione alle coppe europee.

L'aritmetica nuda e cruda è la lente più nitida attraverso cui analizzare la stagione di Riccardo Orsolini. Nove reti e un passaggio decisivo in 34 presenze in Serie A, con una media voto di 6.80 a partita, configurano un contributo consistente, seppur non trasformativo, da parte di un 29enne che è stato a lungo il riferimento offensivo più riconoscibile nella rosa del tecnico Vincenzo Italiano. Sono numeri solidi, sì, ma non quelli di un giocatore capace di trascinare da solo una squadra di metà classifica verso l'Europa.

Ciò che questi dati riflettono è, semmai, l'affidabilità. Il club felsineo ha chiuso all'8° posto con 55 punti in 37 gare — frutto di 16 successi, 7 pareggi e 14 sconfitte — una stagione sì competitiva, ma non decisiva per il salto di qualità. La rete di Orsolini contro l'Atalanta ne è stata emblematica: una marcatura che ha assicurato la vittoria in quella giornata, in una gara il cui esito non ha più alterato il quadro generale. L'esterno ha messo a segno reti contro il Milan a San Siro e, più recentemente, contro l'Atalanta a Bergamo, risultati che confermano la sua capacità di brillare in contesti ostici. La squadra attorno alle sue prestazioni, tuttavia, non è stata abbastanza consistente da tradurre la qualità individuale in una qualificazione europea collettiva.

L'imminente estate porterà con sé non poche complicazioni. Sono già circolate speculazioni sul futuro del tecnico Italiano sulla panchina del club, in un panorama di allenatori in Serie A in costante evoluzione. Se il tecnico dovesse cambiare, il ruolo e il valore dell'attaccante all'interno del sistema potrebbero modificarsi considerevolmente. Non è un calciatore che prospera in ogni contesto tattico e, a 29 anni, con un rating complessivo AI di 74 e un potenziale proiettato di 60, i dati suggeriscono un giocatore ormai al suo picco di rendimento, o comunque prossimo ad esso, piuttosto che uno ancora in ascesa.

Niente di tutto ciò, comunque, sminuisce il suo contributo in questa stagione. Orsolini è stato la minaccia offensiva più concreta del Bologna, e la sua rete a Bergamo è stata un degno atto finale. Ma una squadra che ha concluso ottava, con 55 punti, fuori dalle coppe, necessita di qualcosa in più di un semplice marcatore affidabile per compiere il passo successivo. Se il numero 7 sia parte della risposta a questo interrogativo, o se questa sia stata una degna conclusione della sua avventura in Emilia, è la domanda cui l'estate fornirà la risposta.