L'attaccante della Juventus Ikoma-Loïs Openda si appresta a chiudere un'estate che ha progressivamente marginalizzato il suo status all'interno della rosa di Luciano Spalletti, con il mercato bianconero che, lungi dall'includerlo, sembra girargli intorno. Il secondo innesto del club in questa sessione di mercato, Zeki Celik dalla Roma, fornisce un'ulteriore conferma che la Juventus sta costruendo una squadra di fisionomia diversa, nella quale il profilo di Openda appare sempre più periferico.
I numeri del 2024-25 lasciano pochi margini per una contro-argomentazione. In 24 presenze in Serie A, il 26enne belga ha messo a segno un solo gol e nessun assist, chiudendo la stagione con una media voto di 6.50. Per un attaccante, queste sono cifre che impongono una riflessione anziché premiare la fedeltà. La Juventus ha chiuso l'annata sesta in classifica con 68 punti, seppur rispettabile sul piano della solidità difensiva, con soli 32 gol subiti in 37 partite, eppure modesta sul fronte offensivo con 59 reti segnate. Un attaccante con il contributo di un solo gol in 24 presenze non può certo sanare questo squilibrio.
La Juventus di Spalletti è alle prese con un accordo transattivo UEFA che impone forti vincoli sulle operazioni di mercato, conferendo a ogni scelta un peso accresciuto. In questo contesto, la volontà del club di percorrere diverse piste offensive mentre il nome del belga circola con insistenza tra i possibili partenti non è affatto un caso. Le risorse sono limitate; le priorità si manifestano attraverso le azioni concrete.
La situazione Vlahovic aggiunge un'ulteriore complessità alla programmazione del reparto offensivo della Juventus. Con il Besiktas che preme per una risposta sull'attaccante serbo e Spalletti che fissa pubblicamente i paletti per un'eventuale riapertura delle trattative, il fronte offensivo è in pieno fermento. Il nome di Openda si inserisce in questo quadro di incertezza: non è al centro della contesa principale, ma non è nemmeno immune alle sue conseguenze.
Il suo punteggio AI complessivo di 60 su un potenziale di 72 suggerisce un giocatore il cui potenziale non è stato del tutto espresso, ma le proiezioni contano meno del rendimento attuale, specie quando un club si sta ricalibrando sotto la duplice pressione finanziaria e sportiva. Spalletti non ha manifestato alcuna intenzione di costruire attorno a un attaccante che produce a un tale ritmo, e l'arrivo di Celik — un innesto di stampo difensivo — segnala che la ricostruzione della squadra sta seguendo una logica progettuale completamente differente.
L'addio di Openda a Torino non è ancora confermato, ma la direzione è ormai piuttosto evidente. Ogni sessione di mercato che si conclude senza un nuovo contratto o un avallo pubblico dello staff tecnico è una finestra che lo avvicina sempre più alla porta d'uscita. A 26 anni, ha ancora tempo per rilanciarsi altrove; la questione è se la Juventus attenderà l'offerta più congrua o accetterà un divorzio ormai inevitabile.