Noa Lang, il centrocampista del Napoli di 27 anni, ha assistito dalla panchina alla sua squadra che si è lasciata sfuggire un vantaggio di due reti, finendo per soccombere 3-2 contro l'Inter. Una sconfitta che ha alimentato i dubbi sulle scelte di Massimiliano Allegri e sulla fragilità stagionale dei partenopei.
Questo risultato cristallizza il Napoli al dodicesimo posto con soli tre punti in tre gare — un successo, due battute d'arresto, cinque reti all'attivo e altrettante al passivo. Un bilancio, quello della differenza reti, che appare pari sulla carta ma profondamente disomogeneo nella sua narrazione, dipingendo il quadro di una formazione abile a costruire vantaggi, ma finora incapace di custodirli. Per l'esterno olandese, il bilancio è tanto personale quanto collettivo: una sola apparizione in Serie A, zero marcature, zero passaggi decisivi e un voto di 6.90 in quell'unica uscita. Il suo palcoscenico si è finora a malapena concretizzato.
Il suo rating AI complessivo di 73 su 100, con un potenziale di 76, lo identifica come un calciatore con notevoli margini di miglioramento — non un prodotto già maturo, ma nemmeno una semplice scommessa. A 27 anni, la finestra per tale crescita è circoscritta anziché illimitata. Ogni settimana trascorsa lontano dall'undici di partenza è una settimana in cui il divario tra il suo rendimento attuale e il suo potenziale resta incolmato.
Il Napoli di Allegri è anche proiettato verso l'impegno di Champions League contro l'Arsenal, il che comporterà un rapido infittirsi degli impegni. Le notti europee possono dischiudere nuove opportunità — turnover, variazioni tattiche, l'esigenza di innesti freschi nelle zone esterne e nel cuore del centrocampo — ma possono anche consolidare le gerarchie, qualora un tecnico preferisca affidarsi a combinazioni già collaudate nei momenti di maggiore pressione.
Il ko contro l'Inter, maturato dopo una rimonta da un vantaggio di 2-0, ha evidenziato problematiche strutturali nella gestione delle gare da parte del Napoli una volta acquisito il vantaggio. Se il classe '96 rientrerà nella risposta di Allegri a questa problematica è la questione cruciale su cui si gioca ora la sua stagione. Una sola apparizione in tre giornate di campionato è un dato di fatto, non un verdetto. Ma i numeri si stanno accumulando, e nessuno di essi, al momento, vede il centrocampista olandese al centro del progetto tecnico di Allegri.