Il centrocampista della Fiorentina Cher Ndour si appresta a iniziare la stagione di Serie A 2025-26 con un bottino di tre reti in 32 apparizioni collezionate lo scorso anno – un dato che lo ha relegato al ruolo di semplice comprimario anziché protagonista – mentre la società, nel frattempo, ha avviato un profondo processo di rinnovamento estivo che rende il suo ruolo tutt'altro che definito.

La posizione del ventunenne merita un'attenta analisi proprio alla luce dei movimenti di mercato e delle dinamiche gerarchiche interne alla squadra. La Fiorentina ha infatti concretizzato l'arrivo in prestito di Franco Mastantuono dal Real Madrid, ha sondato il terreno per l'attaccante del Parma Mateo Pellegrino e, stando alle indiscrezioni, starebbe monitorando anche Sander Thorstvedt. Ogni nuovo innesto, inevitabilmente, va a comprimere lo spazio a disposizione per i calciatori che nella passata stagione si sono collocati a metà della classifica di rendimento e apporto alla squadra. Ndour, con una media voto di 6.70 e zero passaggi decisivi in 32 gare, rientra pienamente in questa casistica.

Anche il cammino dei Viola in Coppa Italia prende il via, con Benevento e Arezzo che si sono guadagnati l'opportunità di affrontare la Fiorentina nei sedicesimi di finale. Queste prime uscite stagionali in coppa hanno storicamente rappresentato dei veri e propri banchi di prova per i calciatori ai margini delle scelte tecniche di un allenatore – gare in cui una prestazione di peso può ribaltare le gerarchie e le convinzioni del tecnico prima che la stagione di campionato entri nel vivo e si consolidi nei suoi ritmi. La Fiorentina di Paolo Vanoli ha chiuso la passata stagione al 14° posto con 42 punti in 38 incontri, un bilancio di nove vittorie, 15 pareggi e 14 sconfitte che evidenzia quanto il club necessiti di apporti più incisivi dal proprio reparto di mezzo.

Il punteggio complessivo AI di Ndour, pari a 70, con un potenziale massimo proiettato di 82, suggerisce che le analisi statistiche supportano la tesi della pazienza. La differenza tra il rendimento attuale e quello potenziale non è affatto marginale – si tratta di uno scarto tale da giustificare un investimento costante nello sviluppo del calciatore, anziché una cessione precoce. Tuttavia, i punteggi di potenziale non garantiscono minuti in campo; lo fanno le prestazioni sul terreno di gioco. Tre reti e zero passaggi decisivi in un'intera annata rappresentano un dato di partenza che necessita un incremento significativo.

Il clamore estivo attorno all'arrivo di Mastantuono – inclusa la querelle pubblica sul ritiro della maglia numero 10 per la stagione del centenario della società – ha monopolizzato il dibattito sulla Fiorentina. Ndour, in tutto questo, ha agito nell'ombra. Se Paolo Vanoli lo consideri parte integrante della soluzione o, al contrario, un elemento destinato a vedere i propri minuti ridursi sotto il peso dei nuovi innesti, è l'interrogativo a cui la Coppa Italia fornirà le prime risposte.

A 21 anni, Ndour ha l'età e il profilo anagrafico per assorbire una stagione impegnativa ed uscirne rafforzato. La preoccupazione più incalzante, tuttavia, riguarda la sua possibilità di trovare sufficiente spazio in campo per concretizzare tale percorso.