La condizione di forma del Napoli nelle ultime tre gare — una vittoria, un pareggio e una sconfitta, con quattro gol realizzati e due subiti — è quel tipo di sequenza che tiene con i piedi per terra lo staff tecnico. Gli azzurri di Antonio Conte ospiteranno il Bologna allo Stadio Diego Armando Maradona lunedì sera, e il dubbio non è se i partenopei possano spuntarla, bensì se lo faranno con la convinzione che il loro rendimento nelle ultime cinque partite indica solo parzialmente.
Le poste in palio sono alte per entrambe le formazioni, anche se i numeri non consentono di misurare con precisione il gap di punti verso obiettivi specifici. Le fasi di forma rivelano che il Napoli, con otto punti nelle ultime cinque, è stato largamente efficace senza dominare. Il Bologna di Vincenzo Italiano, con sette punti nelle ultime cinque ma solo uno nelle ultime tre, arriva in evidente fase calante. Per la squadra di Conte, un successo interno rafforzerebbe il momentum e manterrebbe la pressione su chi è davanti in classifica. Per i rossoblù, un risultato positivo sarebbe una vera ancora di salvezza; un'altra battuta d'arresto aggraverebbe una serie preoccupante.
Il bilancio delle ultime cinque gare del Napoli è di 2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta, con sei gol fatti e tre subiti. Il risultato di spicco in quel periodo è stato il 4-0 casalingo contro la Cremonese, ma le partite adiacenti complicano il quadro: una debacle interna per 0-2 con la Lazio, un pari a reti bianche a Como e un 1-1 a Parma. Le ultime tre — quattro punti, quattro gol segnati e due subiti — dipingono una squadra che sta stagnando anziché progredire. La vittoria per 1-0 in casa contro l'AC Milan a inizio aprile resta il risultato più significativo di questa serie, e i partenopei non hanno replicato quel livello con costanza da allora.
La traiettoria del Bologna è nettamente discendente. I felsinei di Italiano hanno conquistato due successi nelle ultime cinque, ma hanno racimolato un solo punto nelle ultime tre, senza segnare e incassando quattro gol. Due ko filati — 2-0 a Torino con la Juventus e 0-2 interno contro l'AS Roma — seguiti da un pareggio a reti inviolate in casa col Cagliari, ritraggono una squadra che ha perso la capacità di creare e si limita a subire. L'unico precedente diretto nei dati favorisce i rossoblù, ma un singolo match è un campione troppo esiguo per pesare contro la loro attuale forma.
Il duello tattico si concentra su quanto il Bologna possa ritrovare coesione in attacco contro la retroguardia del Napoli, che, malgrado la recente discontinuità, ha incassato solo tre gol in cinque partite. I felsinei sono a secco da tre gare consecutive; la linea difensiva di Conte, per quanto esposta occasionalmente — come dimostrato dalla sconfitta con la Lazio —, si è rivelata affidabile. L'altro fronte chiave è il centrocampo: la maestria del Napoli nel dettare i tempi tra le mura amiche è stata la base per i loro migliori risultati stagionali, e i rossoblù dovranno spezzare quel controllo sin da subito per non essere schiacciati.
Il tallone d'Achille degli azzurri è l'irregolarità nelle prestazioni casalinghe. La debacle con la Lazio al Maradona non è un'anomalia da liquidare; è un campanello d'allarme che l'organizzazione difensiva di Conte può essere superata da un'avversaria diretta e determinata. Il Bologna, tuttavia, non ha mostrato quella incisività nelle ultime settimane: la loro fragilità è più profonda, con una squadra che non segna da tre match e non può affidarsi solo alla solidità per strappare punti a una formazione con le risorse casalinghe dei partenopei.
L'esito più verosimile è un successo di misura per il Napoli. La sterilità offensiva del Bologna è troppo evidente, e il loro rendimento difensivo nelle ultime tre — quattro gol al passivo — indica che faticheranno a blindare la porta. Un 1-0 o 2-0 per gli azzurri calza a pennello: gestito, non travolgente, con i rossoblù impossibilitati a trovare la rete che complicherebbe le cose.