Il Como si è presentato allo Stadio Diego Armando Maradona da ospite e ne è ripartito con i tre punti in tasca, superando il Napoli per 2-1 in una gara decisa da un parziale fulmineo di diciassette minuti nel primo tempo, un colpo dal quale la squadra di Massimiliano Allegri non è più riuscita a riprendersi.

Il canovaccio della gara si è scritto ben prima della mezz'ora. Il centrocampista del Como Martin Baturina ha sbloccato il risultato al 17° minuto, finalizzando su assist dell'esterno del Como Assane Diao. Il Napoli ha risposto rapidamente — l'attaccante del Napoli Rasmus Højlund ha riequilibrato il match al 30° minuto su passaggio decisivo di Amir Rrahmani, difensore proiettatosi in avanti — e per qualche minuto l'atmosfera al Maradona sembrava essersi stabilizzata. Poi, quattro minuti dopo, Baturina ha vestito i panni dell'uomo assist, servendo con un passaggio filtrante Anastasios Douvikas che ha siglato la rete che si sarebbe rivelata decisiva. La sequenza — gol del Como, immediato pareggio dei partenopei, nuovo vantaggio lariano — si è compressa in diciassette minuti, e il risultato al 34' era già quello del fischio finale.

Il protagonista assoluto della serata è Martin Baturina. Il talentuoso centrocampista lariano ha sia timbrato il cartellino per il gol d'apertura che fornito il passaggio decisivo per la rete della vittoria, e la sua sostituzione al 58° minuto — rilevato da Maxence Caqueret — è arrivata a missione compiuta. Quel doppio squillo nel primo tempo ha scolpito il risultato più di qualsiasi correttivo tattico apportato dalle due panchine. Il Como di Fàbregas, reduce dal pareggio per 1-1 a Udine nella precedente giornata di Serie A, ha dimostrato con questa prestazione che il punto esterno in Friuli era solo un punto di partenza, non un limite.

Le difficoltà del Napoli si sono rivelate tanto strutturali quanto individuali. Allegri ha tentato una scossa con un triplo cambio al 56° minuto — Alisson Santos al posto di Noa Lang, Leonardo Spinazzola per Mathías Olivera e Kevin De Bruyne in luogo di Scott McTominay — una mossa che ha più il sapore di un segnale di insoddisfazione per quanto prodotto nella prima ora di gioco che di una misurata evoluzione tattica. Il nodo cruciale, però, risiedeva nel fatto che il passivo era già stato incassato. Giovanni Di Lorenzo è stato ammonito al 37° minuto, aggiungendo una nota disciplinare a una giornata già di per sé complicata. Ulteriori innesti sono arrivati all'80° minuto, con gli ingressi di David Neres e Lorenzo Lucca, ma la retroguardia lariana, che aveva concesso ben poco nella ripresa, ha tenuto botta senza affanni.

Il contesto storico tra i due club aggiunge un ulteriore spessore di curiosità: su tre precedenti incontri, il bilancio degli scontri diretti contava tre pareggi e nessuna vittoria per entrambe le formazioni. Questa è stata la prima affermazione del Como negli incroci tra le due squadre, ed è maturata in un modo che infonderà fiducia a Fàbregas. La sua formazione ha inanellato undici punti nelle ultime cinque partite tra tutte le competizioni, e sette nelle ultime tre. Questa curva di forma — costruita in parte nelle gare di coppa pre-campionato ma ora certificata da uno scalpo prestigioso — suggerisce che il Como non si limita a sopravvivere in Serie A, ma sta plasmando qualcosa con un autentico slancio.

Per il Napoli, il bilancio è chiaro. Avevano aperto la stagione con una vittoria per 2-0 a Genova, che aveva fruttato ai ragazzi di Allegri tre punti e una porta inviolata. Questo passo falso spazza via l'ottimismo iniziale. I Partenopei si ritrovano con tre punti in due gare di Serie A, e le modalità con cui è maturata la sconfitta — subendo due reti in un lasso di diciassette minuti e non riuscendo a trovare un secondo gol nonostante cinque sostituzioni — sollevano interrogativi sulla capacità dei campani di reagire quando una partita si incanala su binari sfavorevoli.

Tra un mese, questa partita verrà probabilmente ricordata come il pomeriggio in cui Martin Baturina ha segnato e fornito assist nella stessa gara per consegnare al Como la sua prima storica vittoria in Serie A al Maradona, e per rammentare ad Allegri che la fiducia di inizio stagione non equivale alla resilienza nei momenti difficili.