Il portiere della Lazio Edoardo Motta era assente mentre i Biancocelesti venivano sconfitti per 2-0 contro la Roma nel Derby della Capitale, un risultato che acuisce la crisi di metà classifica del club e che ha ora messo il futuro di Maurizio Sarri sulla panchina biancoceleste sotto stretto esame.

Per il portiere, il tempismo è particolarmente sfavorevole. Il giovane, classe 2002, si stava affermando con discrezione ma solidità, forte di nove presenze in Serie A in questa stagione e di una media voto di 6.90 – un rendimento rispettabile per un estremo difensore della sua età che si destreggia tra le pressioni di un club con ambizioni europee e un clima interno volatile. L'assenza dal derby del portiere laziale, con un esordiente a difendere i pali, ha evidenziato sia la fragilità del reparto portieri della Lazio sia quanto Motta sia diventato un elemento chiave negli equilibri della squadra, benché il suo profilo complessivo — con una valutazione attuale di 64 su 100 e un potenziale di 76 — lo segnali ancora come un portiere in sviluppo piuttosto che un prodotto finito.

Il contesto più ampio è turbolento. La Lazio occupa attualmente il nono posto in Serie A con 51 punti in 37 partite, frutto di 13 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte, con una differenza reti pari a zero – 39 gol fatti e altrettanti subiti. Lo stesso Sarri ha definito la stagione "assurda", e il presidente del club Claudio Lotito, pur riconoscendo che il tecnico ha ancora due anni di contratto, ha chiarito che nessuno è indispensabile. Le voci di mercato hanno accostato Miroslav Klose a un potenziale ritorno in veste di allenatore qualora Sarri dovesse lasciare, e la recente dipartita di Simone Inzaghi dall'Al-Hilal ha aggiunto un ulteriore nome alle speculazioni.

Per Motta, tutto ciò significa meno un valzer di panchine e più una questione di continuità. Un portiere di 21 anni, con nove presenze nella massima serie e un gesto eroico ai rigori contro l'Atalanta già nel suo curriculum in questa stagione, necessita di un ambiente stabile per consolidarsi. I cambi di allenatore tendono a resettare le gerarchie; un nuovo tecnico che dovesse arrivare in estate potrebbe portare le proprie preferenze, i propri estremi difensori di fiducia e le proprie idee su quanta pazienza un giovane meriti.

I numeri del portiere suggeriscono che ha fatto abbastanza per meritare la conferma. Il suo rendimento nelle nove partite resiste, a fronte di una squadra che ha subito tanti gol quanti ne ha realizzati. La domanda, tuttavia, è se chiunque siederà sulla panchina la prossima volta leggerà quei numeri allo stesso modo.