Il centrocampista dell'Inter Henrikh Hamlet Mkhitaryan è in considerazione per il rientro nella formazione titolare di Chivu mentre i Nerazzurri si preparano a ospitare la Fiorentina nell'ottava giornata della Serie A 2026-27, con il nome dell'armeno che circola nelle valutazioni tattiche della selezione in vista della gara mattutina.
Il tempismo è tutto. L'Inter naviga in vetta alla Serie A con 19 punti in sette match — sei successi, un pareggio, nessuna sconfitta — e la squadra guidata da Cristian Chivu ha l'aspetto di una formazione che ha trovato un ritmo funzionale. La possibile reintegrazione di Mkhitaryan tra i titolari non è un campanello d'allarme; è una questione di gestione delle forze, il genere che sorge soltanto quando una rosa possiede quella profondità che se lo permette.
A 37 anni, Mkhitaryan porta il peso dell'anagrafe diversamente dalla maggior parte. Il suo overall AI di 77 su 100 suggerisce un giocatore il cui apporto al sistema rimane misurabile e concreto, tutt'altro che meramente nostalgico. In tre apparizioni in Serie A quest'annata ha fornito un assist e ha mantenuto una media di valutazione di 6,87 — modesto in termini di continuità, eppure la voce degli assist non rimane mai in bianco con lui, e le valutazioni si mantengono al di sopra della soglia di contributo genuino.
L'allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli ha riconosciuto che la sua squadra avrà bisogno di una prestazione quasi perfetta per portare via qualcosa dal Meazza, circoscrivendo così l'occasione con precisione: l'Inter non avrà necessità di esporsi eccessivamente, e Chivu potrebbe cogliere questo come il momento opportuno per rilanciare Mkhitaryan in un ruolo da protagonista senza rischi eccessivi. Una sfida casalinga contro una formazione che già ammette la difficoltà del compito è un contesto ragionevole dove ricostruire condizione di gara.
La prospettiva più ampia per Mkhitaryan è quella di una rilevanza gestita. Non è il motore di questa Inter — quel ruolo spetta ad altri — ma rimane un componente che Chivu evidentemente si fida di utilizzare nel contesto giusto. Un assist in tre presenze è un bottino pacato, eppure per un centrocampista che opera in una squadra che ha segnato 21 gol in sette partite di campionato, la filiera offensiva funziona con o senza il suo apporto. Il suo compito, quando richiamato in causa, è mantenerla in movimento.
Che inizi contro la Fiorentina o entri dalla panchina, l'interrogativo rimane quello di tutta la stagione: può il mediano armeno sostenere il livello di affidabilità che lo rende un'opzione genuina e non meramente una presenza di circostanza? I dati finora dicono sì, con le dovute cautele.