Il centrocampista dell'Inter Henrikh Mkhitaryan è sceso in campo da titolare nella gara casalinga di Serie A dei Nerazzurri contro l'Udinese il 14 settembre, una vittoria per 5-3 che ha garantito i tre punti pur palesando lacune difensive che la formazione di Cristian Chivu non potrà permettersi di trascinarsi dietro in appuntamenti di maggior spessore.
Il risultato mantiene sì l'Inter al secondo posto in Serie A con 12 punti in quattro partite – un percorso netto fatto di quattro vittorie su altrettante gare – ma le circostanze in cui è maturato complicano l'analisi. Incassare tre gol in casa, e farlo dopo essere finiti sotto di due reti per la seconda gara di campionato consecutiva, suggerisce che la solidità difensiva alla base del cammino impeccabile dell'Inter sia meno granitica di quanto la classifica implichi. Per Mkhitaryan, il cui ruolo in mediana è sempre stato tanto di disciplina tattica quanto di estro creativo, questo trend merita attenzione.
A 37 anni, Mkhitaryan vanta un rating complessivo AI di 74 su 100, un dato che riflette un giocatore capace di esprimersi ancora a un livello significativo ma che opera con margini d'azione più ridotti rispetto alle stagioni precedenti. La sua presenza nell'undici iniziale – accanto a John Stones, come da formazione confermata – segnala che Chivu continua a riporre fiducia nella lettura del gioco dell'armeno per garantire copertura alla mediana e dettare i tempi. Se questa fiducia sarà ripagata con un minutaggio costante o gestita con parsimonia durante un lungo cammino stagionale, sarà il nodo centrale che lo riguarderà in questa stagione.
Il suo score in Serie A nelle prime settimane si presenta modesto: una sola presenza, nessun gol, nessun assist, e un voto medio di 6.90. Una valutazione che non rappresenta né un campanello d'allarme né un'esaltazione; è piuttosto la fotografia di un giocatore che svolge il proprio compito senza lasciare il segno sul tabellino. Per un centrocampista del profilo dell'armeno, il contributo è spesso più leggibile negli spazi che occupa che nelle statistiche che accumula.
Chivu ha riconosciuto, a margine della vittoria sull'Udinese, che "nessuno è perfetto", un'analisi schietta di una squadra capace di siglare cinque reti ma di incassarne comunque tre. La produzione offensiva dell'Inter – 13 gol in quattro partite – è l'espressione più evidente della loro qualità. Il rovescio della medaglia di questo bilancio, ovvero le sei reti incassate, è dove l'intelligenza posizionale di Mkhitaryan diventa più cruciale. Una mediana che preserva la propria forma tattica, infatti, limita le scoperture alle sue spalle.
Le prossime settimane decreteranno se la capacità di reazione dell'Inter è una peculiarità del loro carattere o un sintomo di sbilanciamenti strutturali che non sono ancora stati costretti a sanare.