Il centrocampista della Juventus Fabio Miretti è diventato un elemento chiave nelle trattative del club con il Bologna. Il 22enne è ora considerato un potenziale partente in uno scambio con il difensore centrale rossoblù Jhon Lucumí. Parallelamente, anche Muharemovic è finito nel mirino come obiettivo per la difesa.

La portata di questa mossa è strutturale. L'Amministratore Delegato della Juventus, Carnevali, è attivo su più tavoli in questa prima fase di calciomercato. L'inserimento di Miretti in un'operazione che preveda un conguaglio o uno scambio di giocatori evidenzia come i Bianconeri lo considerino un asset cedibile, piuttosto che un elemento inamovibile nei piani di Luciano Spalletti. A 22 anni, con una valutazione potenziale di 68 su 100 secondo il nostro modello di IA, Miretti non viene affatto scaricato; al contrario, si cerca di valorizzarlo. Questa distinzione è cruciale, ma solo se la destinazione si rivelerà quella giusta per il giocatore.

I suoi numeri della stagione 2025-26 offrono un quadro lucido della sua posizione. In 22 presenze in Serie A, Miretti ha messo a segno un gol e fornito due assist, registrando un voto medio partita di 6.70. Sono cifre che descrivono un calciatore affidabile ma non dominante: utile nelle rotazioni, ma forse insufficiente per un posto da titolare in una squadra con ambizioni europee. La Juventus ha chiuso la stagione al sesto posto con 68 punti, un bilancio che rivela una squadra ancora in cerca di una qualità costante e di un riferimento nel cuore del centrocampo. Miretti ha partecipato a questa ricerca, ma non ne è stato la soluzione definitiva.

Il Bologna, d'altro canto, gli presenterebbe un'opportunità differente: minutaggio garantito, un ruolo ben delineato e la chance di accumulare prestazioni costanti, utili a far progredire il suo profilo da un 58 verso un potenziale più prossimo al massimo. Se la Juventus di Spalletti fosse stata in grado di offrire tale percorso è la domanda a cui il club, a quanto pare, ha già dato una risposta.

La palla passa ora ai negoziatori. Se Lucumí dovesse approdare a Torino, l'addio di Miretti si configurerebbe come il tassello fondamentale per realizzare l'operazione.