Il centrocampista della Juventus Fabio Miretti si trova al centro di un club in transizione, con il nuovo CEO Giovanni Carnevali incaricato, secondo quanto riferito, di generare dieci milioni di euro dalle vendite di giocatori entro la fine di giugno — e il prodotto del vivaio di 22 anni tra coloro il cui futuro rimane irrisolto.

Il tempismo conta. Carnevali arriva in una Juventus che ha terminato sesta in Serie A con 68 punti in 37 partite, una campagna rispettabile ma non dominante che lascia il club con la necessità di mettere in ordine i conti e allo stesso tempo rafforzare la squadra. In questo contesto, i giocatori ai margini dei piani di Luciano Spalletti diventano beni da valutare piuttosto che essere mantenuti di default. Miretti si trova precisamente in quella zona grigia.

I suoi numeri della stagione 2025-26 raccontano una storia coerente. In 22 presenze in Serie A, Miretti ha contribuito con un gol e due assist, ottenendo un rating medio per partita di 6.70. Questi sono i numeri di un giocatore che funziona — che non si mette in imbarazzo, che copre il campo, che occasionalmente produce — ma non di uno che domina o detta legge. Un rating complessivo AI di 58 su 100, con un potenziale proiettato di 68, suggerisce un giocatore il cui potenziale è solido piuttosto che d'élite. A 22 anni, c'è ancora tempo per colmare quel divario, ma la finestra per la pazienza all'interno di un club che sta ristrutturando il proprio monte ingaggi si sta restringendo.

L'interesse del Bologna, emerso nei colloqui che hanno coinvolto più giocatori tra i due club, offre a Miretti un'alternativa concreta. Il club emiliano ha dimostrato nelle ultime stagioni di poter sviluppare e valorizzare i centrocampisti in modo efficace, e un ruolo da titolare fisso lì darebbe a Miretti qualcosa che la Juventus non ha offerto costantemente: centralità. Per un giocatore il cui profilo suggerisce che ha bisogno di partite per crescere piuttosto che di minuti dalla panchina, la destinazione conta quanto la decisione.

La Juventus di Spalletti sta anche osservando giocatori esterni — attaccanti di respiro internazionale, rinforzi difensivi dal Bologna e altri obiettivi — il che segnala che la ricostruzione della squadra è sostanziale piuttosto che cosmetica. In questo contesto, un centrocampista valutato 58 complessivamente con modesti rendimenti offensivi non è intoccabile. È, nel freddo linguaggio di una finestra di mercato di giugno, un bene cedibile a un prezzo accessibile.

Il percorso futuro di Miretti non è ancora scritto, ma la direzione della pressione è chiara: un club che ha bisogno di fondi, un allenatore che sta assemblando una nuova identità, e un giocatore che ha mostrato abbastanza per attirare interesse ma non abbastanza per rendersi indispensabile. Le prossime settimane determineranno se diventerà parte del progetto di Spalletti o il mezzo attraverso cui tale progetto viene finanziato.