L'attaccante della Juventus Arkadiusz Milik ha trovato il gol in precampionato, mentre Jonathan David è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti: un dualismo che la Juventus di Luciano Spalletti non ha esitato a palesare e che ora sta influenzando le strategie del club, sia per quanto concerne la rosa offensiva che per le attività di mercato in vista della nuova stagione.

Il significato è strutturale, non sentimentale. Milik, a 32 anni, vanta un punteggio AI complessivo di 70 e in questa stagione ha collezionato solo due presenze in Serie A, senza né un gol né un assist, con una media voto di 6.20. Sono numeri che lo collocano ai margini della rosa, non al suo centro. Eppure, Spalletti ha scelto di schierarlo titolare e di mantenere David — giocatore che sta suscitando l'interesse dell'Aston Villa per un prestito con obbligo di riscatto — saldamente in panchina. Che si trattasse di una precisa indicazione tattica, di un segnale di mercato o semplicemente di una valutazione legata alla condizione fisica, l'effetto è lo stesso: Milik, per un frangente, è apparso la soluzione anziché il problema.

Questa prospettiva è cruciale poiché il fronte offensivo del mercato bianconero è in pieno fermento. Mentre la ricerca di un portiere designato ha incontrato delle complicazioni, Joshua Zirkzee è stato accostato al club e la situazione di David resta irrisolta. In questo contesto, un gol di Milik — seppur in precampionato — offre a Spalletti un dato concreto su cui fare leva. Non annulla le due presenze in Serie A e la media voto di 6.20, ma indubbiamente complica la valutazione su una sua eventuale cessione.

La Juventus si è classificata sesta in Serie A con 69 punti in 38 partite, frutto di 19 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte. Con 61 gol fatti e 34 subiti, la squadra si è dimostrata difensivamente solida e offensivamente funzionale, più che prolifica. Il punteggio potenziale AI di Milik, pari a 45 su 100, suggerisce che i dati non prevedono una rinascita, ma piuttosto un utile elemento di rotazione qualora le opzioni primarie per l'attacco del club dovessero diminuire o partire.

Il collegamento David-Aston Villa rappresenta la chiave di volta attorno a cui ruota tutto il resto. Qualora questo trasferimento dovesse concretizzarsi, la Juventus avrebbe impellente bisogno di un attaccante. Zirkzee è un nome che circola. La pista Suzuki da Parigi si sarebbe invece arenata. Milik, in questo scenario, cesserebbe di essere un'eredità contrattuale e si trasformerebbe in una soluzione temporanea, con recenti prove di buona condizione in campo, il che sarebbe tutta un'altra storia.

Nulla di tutto ciò, intendiamoci, trasforma Milik in un titolare inamovibile. Il suo rendimento stagionale è troppo esiguo e il suo potenziale massimo è troppo chiaramente definito dall'analisi dei dati a disposizione. Tuttavia, Spalletti, un tecnico che non si è mai lasciato condizionare dal sentimentalismo nelle sue decisioni, lo ha schierato dal primo minuto quando avrebbe potuto optare per David. Questa scelta, deliberata o meno, ha concesso al Polacco qualche settimana in più di rilevanza in un'estate che, fino a poco tempo fa, sembrava procedere senza di lui.