Arkadiusz Milik, attaccante della Juventus, entra nella stagione di Serie A 2025-26 in una posizione che l'attività di mercato del club sta facendo poco per migliorare. Con Jonathan David che, secondo quanto riferito, sta attirando l'interesse dell'Aston Villa — un prestito con obbligo di riscatto — e la Juventus che contemporaneamente sta perseguendo Joshua Zirkzee, il 32enne polacco si ritrova stretto non da un solo rivale per il suo posto, ma dall'intera direzione della ricostruzione della rosa sotto Luciano Spalletti.
I numeri che definiscono finora la stagione di Milik sono impietosi: due presenze, nessun gol, nessun assist, una valutazione media di 6.20. Per un attaccante della sua esperienza, quelle cifre non descrivono un inizio lento — descrivono un uomo che opera ai margini assoluti dei piani di un allenatore. La Juventus di Spalletti è sesta in Serie A con 69 punti in 38 partite, con un bilancio di 19 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte. La colonna dei gol fatti segna 61. Milik non ha contribuito a nessuno di essi.
Ciò che rende la sua situazione strutturalmente difficile è la natura delle operazioni che la Juventus sta conducendo intorno a lui. Il club ha acquisito Jhon Lucumí dal Bologna per circa 20 milioni di euro inclusi bonus — un rinforzo difensivo, non un attaccante, ma ciò segnala che il club sta spendendo con intento e selettività. Il collegamento David-Aston Villa, se si materializzasse, rimuoverebbe un concorrente dalla rosa d'attacco. Eppure il nome di Zirkzee che appare nella stessa finestra di mercato suggerisce che la Juventus non sta cercando in Milik il riempimento di quel vuoto.
Spalletti ha confermato in pre-campionato che Douglas Luiz sarebbe probabilmente rimasto al club dopo aver impressionato in allenamento, il che almeno chiarisce la situazione a centrocampo. La situazione in attacco è meno definita, ma il rating AI complessivo di Milik di 70 — contro un potenziale massimo di soli 45 — racconta la sua storia: la modellizzazione interna del club non vede un significativo potenziale di crescita dal giocatore in futuro. È una metrica fredda, ma si allinea con ciò che la finestra di mercato sta dicendo ad alta voce.
Milik non è finito come calciatore. A 32 anni, con la sua storia di infortuni, è sempre stato un giocatore il cui valore si manifesta in raffiche concentrate piuttosto che in accumuli sostenuti. La domanda che Spalletti si pone è se quelle raffiche siano ancora abbastanza affidabili da giustificare un posto in rosa mentre i Bianconeri spingono per la qualificazione europea. L'attività di mercato suggerisce che la risposta sia in fase di negoziazione silenziosa piuttosto che fermamente data.
Se David parte e Zirkzee arriva, Milik diventa il terzo attaccante in una rosa che ha chiuso al sesto posto. Questa è una posizione dalla quale i recuperi sono rari.