Alex Meret, il portiere 29enne del Napoli, si avvicina al precampionato 2025-26 con una posizione che appare di settimana in settimana più precaria — non per una sfida diretta al suo posto, ma perché l'assetto difensivo che si sta delineando attorno a lui è in visibile evoluzione. Con Massimiliano Allegri ora in panchina e una rosa in piena ricostruzione, il contesto operativo in cui l'estremo difensore deve agire muta più rapidamente della sua stessa condizione all'interno del progetto.

Il ruolo del portiere a Napoli è sempre stato più che una semplice questione di parate. Il valore di Meret per il club è indissolubilmente legato all'organizzazione del reparto arretrato davanti a lui, e tale organizzazione è attualmente sotto esame. I rapporti indicano che Allegri sta affrontando una crescente emergenza infortuni nel pacchetto dei centrali difensivi, con Badiashile tra i nomi caldi per i rinforzi. Le statistiche di un estremo difensore risentono tanto della coesione della retroguardia quanto dei suoi riflessi, e una difesa disorganizzata a inizio stagione rappresenta un ostacolo diretto per il numero uno partenopeo nel migliorare il rendimento della passata annata.

I suoi numeri del 2025-26 raccontano di un contributo non eccelso: dieci presenze, un assist e una valutazione media di 6.70. Un punteggio complessivo AI di 67 su un massimo di 100 suggerisce margini di miglioramento, ma anche che Meret non ha ancora espresso appieno il potenziale che il suo profilo suggerisce. Per un portiere a 29 anni — un'età in cui il ruolo raggiunge tipicamente la piena maturità — il divario tra rendimento attuale e potenziale rappresenta sia un'opportunità che una tacita pressione.

Il Napoli ha chiuso la stagione al secondo posto in Serie A con 73 punti in 37 partite, incassando 36 reti nell'arco della campagna. Tale dato difensivo è rispettabile, più che da élite, e delinea la sfida per il portiere azzurro e per chiunque Allegri schiererà davanti a lui. La campagna abbonamenti del club ha registrato il sold-out in vista della stagione del centenario, un segnale delle aspettative dei tifosi, che alzano la posta in gioco per ogni ruolo in campo, inclusa quella tra i pali.

La più ampia attività di mercato del club — movimenti nel reparto avanzato, ricerca di rinforzi difensivi, una fanbase che ha esaurito gli abbonamenti e che anticipa qualcosa di significativo — delinea uno scenario in cui la posizione di Meret rischia di finire in secondo piano. Non è l'estremo difensore il focus narrativo che il Napoli sta costruendo quest'estate. Se diventerà invece protagonista della narrazione durante la stagione, dipenderà dalla rapidità con cui Allegri riuscirà a stabilizzare il reparto arretrato e dalla capacità di Meret di tradurre il suo potenziale in un rendimento costante all'inizio delle gare ufficiali.

Un estremo difensore la cui performance è definita dal caos circostante non ha mai il pieno controllo della propria narrativa sportiva. Il compito del numero uno azzurro in questo precampionato è ergersi a unico punto fermo in una retroguardia altrimenti instabile.