Il Napoli è al lavoro per blindare il contratto del centrocampista scozzese Scott McTominay, con il presidente Aurelio De Laurentiis che si adopera per garantire la permanenza a lungo termine del giocatore nel club. I colloqui rappresentano la prova più evidente che il ventinovenne McTominay resta un perno del progetto, al di là delle voci sui cambi in panchina che circolano intorno ai Partenopei quest'estate.
Il tempismo è fondamentale. Il Napoli ha chiuso al secondo posto in Serie A con 73 punti su 37 partite, una stagione in cui McTominay ha messo a segno dieci reti e tre assist in 32 presenze, con una media voto di 7.10. Questi numeri certificano un contratto guadagnato sul campo, non certo un riconoscimento di mera reputazione. Per un club alle prese con l'incertezza di una transizione tecnica — con la situazione di Massimiliano Allegri col Milan ancora in sospeso dopo settimane di trattative — blindare un calciatore della consistenza del nazionale scozzese è pura logica dirigenziale.
Il mediano scozzese era giunto a Napoli quasi come un'incognita, salvo poi affermarsi come un pilastro. Dieci reti da un centrocampista rappresentano un bottino che la maggior parte degli attaccanti sottoscriverebbe volentieri; da un centrocampista a tutto campo che opera all'interno dell'esigente struttura difensiva di Antonio Conte, questo testimonia una notevole capacità d'inserimento, di lettura dei ritmi e di finalizzazione. I tre passaggi decisivi aggiungono un'ulteriore sfaccettatura al suo repertorio: McTominay non è un mero incursore finalizzatore, ma un elemento capace di creare spazi e dettare connessioni offensive nell'ultimo terzo di campo.
Quanto i colloqui per il rinnovo segnalano, inoltre, è la continuità di identità. L'estate azzurra si preannuncia complessa: la questione Allegri con il Milan resta in un limbo legale, gli obiettivi di mercato sono contesi tra l'Inter e altre pretendenti, e la rosa è in fase di profonda ricostruzione, dopo un secondo posto che, pur ottimo, ha lasciato l'amaro in bocca per lo scudetto sfiorato. In questo scenario, blindare un giocatore che ha già dimostrato di poter fare la differenza a questi livelli — e che si è evidentemente ambientato in città — elimina una variabile da un'agenda dirigenziale altrimenti fitta di incertezze.
La legittima domanda è come McTominay si inserirebbe nel progetto tattico di Allegri, qualora tale nomina venisse finalmente ufficializzata. Il credo tattico di Conte poggiava su pressing incessante e disciplina posizionale; le architetture tattiche predilette da Allegri sono storicamente più conservative, incentrate sulla solidità difensiva e sulle ripartenze. Il suo notevole bottino di reti suggerisce, tuttavia, che il centrocampista scozzese può prosperare in un sistema che gli consenta inserimenti tardivi in zona gol, un aspetto che ben si sposa con l'impiego tradizionale dei centrocampisti di Allegri. Se il nuovo tecnico lo considererà un titolare inamovibile o un prezioso elemento di rotazione, sarà un confronto da affrontare in sede di pre-campionato.
Per ora, l'intento del club partenopeo è cristallino: McTominay non è un elemento che i vertici azzurri sono disposti a sacrificare in un'estate di profonde trasformazioni. I colloqui per il rinnovo sono la risposta anticipata del Napoli a una domanda che, altrimenti, sarebbe stata inevitabilmente posta da altri.