Scott McTominay, centrocampista scozzese del Napoli, ha parlato apertamente di come il trasferimento sotto il Vesuvio lo abbia trasformato — non solo come calciatore ma come persona — proprio mentre il club attorno a lui sta entrando in una fase di significativa transizione dopo la partenza di Antonio Conte.

Il tempismo delle riflessioni dello scozzese è quanto mai significativo. L'addio di Conte ha innescato una reazione a catena tra i partenopei: si vocifera che Massimiliano Allegri sia in procinto di sedersi sulla panchina, mentre Kevin De Bruyne si è dichiarato pubblicamente sollevato dalla dipartita di Conte, adducendo differenze inconciliabili sulla filosofia di gioco. Il futuro del belga nel club appare ora incerto. In questo contesto di voci e recriminazioni, la soddisfazione di McTominay emerge come qualcosa di più di una mera dichiarazione di facciata per la stampa. Si configura piuttosto come una vera e propria dichiarazione di appartenenza.

A dare ulteriore spessore alle sue parole sono i numeri. In 32 presenze in Serie A in questa stagione, il 29enne ha messo a segno 10 gol e fornito tre assist, registrando una valutazione media per partita di 7.10. Per un centrocampista centrale che ha operato all'interno della struttura tattica tipicamente compatta e difensiva del tecnico salentino — la stessa che il centrocampista belga ha trovato asfissiante — si tratta di cifre che testimoniano un'influenza autentica, piuttosto che un coinvolgimento marginale. McTominay non si è limitato ad adattarsi al sistema di Conte; vi è letteralmente fiorito.

Questa distinzione assume un'importanza cruciale in vista dell'imminente arrivo di Allegri. Il futuro tecnico ha sempre richiesto impegno e disciplina tattica ai suoi centrocampisti, qualità che il mediano scozzese ha dimostrato con costanza nel corso di una stagione di 37 partite, in cui il Napoli ha accumulato 73 punti e ha chiuso al secondo posto. Il profilo dell'azzurro — un incursore di grande energia, fisicamente imponente, abile negli inserimenti in area avversaria — si allinea in modo più naturale con le preferenze tattiche di Allegri, rispetto al tipo di libertà creativa che il belga ricercava.

Cristian Stellini, ex vice di Conte, è stato diretto nella sua analisi sulla situazione di De Bruyne, affermando che il belga non ha mostrato "né gioia né entusiasmo" a Napoli e esortando i futuri acquisti a prendere esempio da calciatori del calibro di Luka Modrić. Il contrasto implicito con McTominay — che ha dichiarato di amare la vita a Napoli, fin negli abiti — non ha certo bisogno di essere esplicitato.

Ciò che McTominay ha saputo costruire in una sola stagione è una credibilità istituzionale tale da sopravvivere a un cambio di guida tecnica. È giunto dal Manchester United quasi come un esperimento; lascia questa stagione come uno dei pochi punti fermi in una squadra che naviga in acque turbolente. Allegri eredita dunque una squadra vice-campione d'Italia e un mediano che comprende già cosa costi competere a certi livelli in Serie A.

La domanda per la stagione 2026-27 non è se il centrocampista scozzese si adatterà al nuovo corso tecnico. Il vero quesito è se il nuovo progetto tattico sarà costruito attorno a giocatori che condividono il suo impegno.