Scott McTominay, centrocampista scozzese del Napoli, si affaccia alla pausa estiva affrontando un significativo cambiamento nella struttura tecnica che lo circonda: Massimiliano Allegri ha raggiunto un accordo per diventare allenatore del Napoli per la stagione 2026-27, subentrando ad Antonio Conte dopo un'unica annata alla guida della squadra.
Il tempismo è cruciale. Il centrocampista azzurro ha appena completato una stagione di Serie A di grande spessore: 10 reti e tre assist in 32 presenze, con una media voto di 7.10 a partita. Questi numeri lo pongono tra i mediani più prolifici del campionato, e sono stati costruiti quasi interamente all'interno del sistema ad alta intensità e fisicamente dispendioso di Conte. Il calcio di Allegri, invece, opera su principi diversi: più conservativo nel possesso palla, più strutturato nella forma, meno dipendente dal tipo di energia da centrocampista a tutto campo che McTominay ha canalizzato così efficacemente in questa stagione.
Le indiscrezioni suggeriscono che Allegri intenda schierare un 4-3-3 al Napoli, circostanza che richiederebbe una ridefinizione del ruolo di McTominay. Nel modulo di Conte, gli inserimenti offensivi dal cuore del centrocampo dello scozzese erano una peculiarità tattica, non un mero extra. Un centrocampo a tre più disciplinato sotto la gestione di Allegri potrebbe sia valorizzare tale qualità , concedendogli la licenza di inserirsi in ritardo in area, sia limitarla, richiedendo maggiore rigidità posizionale. La direzione che Allegri deciderà di intraprendere ci dirà molto su come interpreterà il profilo del centrocampista.
Il Napoli ha concluso la stagione 2025-26 al secondo posto in Serie A con 73 punti in 37 gare — un risultato rispettabile, benché abbia lasciato il club senza un titolo nonostante la presenza di Conte. Questo scenario condiziona il cambio in panchina: l'ambizione è palesemente ancora viva, e chiunque ricoprirà i ruoli chiave nella rosa la prossima stagione è chiamato a competere allo stesso livello. McTominay, a 29 anni, si trova in quell'età in cui una transizione tecnica può sia accelerare lo sviluppo di un calciatore, sia metterlo silenziosamente ai margini.
La sua stagione da 10 reti rappresenta il suo miglior biglietto da visita. Allegri ha storicamente apprezzato i centrocampisti con il vizio del gol — le sue squadre della Juventus erano plasmate esattamente su quel tipo di produttività funzionale. I numeri dello scozzese lo rendono difficilmente accantonabile. La questione è se Allegri lo considererà un pilastro, o piuttosto un elemento il cui miglior lavoro era specifico del sistema.
La risposta a questo interrogativo definirà il prossimo capitolo di McTominay all'ombra del Vesuvio.