Massimiliano Allegri è stato ufficialmente nominato nuovo tecnico del Napoli, subentrando ad Antonio Conte e prendendo le redini di una rosa che ha chiuso la scorsa Serie A al secondo posto, con 73 punti in 37 gare. Tra i calciatori che il tecnico toscano dovrà ora valutare figura Scott McTominay, il centrocampista del Napoli di 29 anni che nell'ultima stagione ha siglato dieci reti e fornito tre assist in 32 apparizioni in campionato, con un rating medio di 7.10 – cifre che lo pongono tra i mediani più prolifici della massima serie.
Il cambio in panchina rappresenta il nodo cruciale dell'estate per McTominay. Conte aveva plasmato il suo sistema su energia, verticalità e incursori pronti a inserirsi in ritardo nell'area di rigore; il notevole bottino di gol dello scozzese è stato, in parte, frutto di quella precisa architettura tattica. La predilezione storica di Allegri, però, pende verso strutture di centrocampo più conservative, dove ai centrocampisti a tutto campo è richiesto un minore impegno offensivo e un maggiore presidio posizionale. Se il mediano scozzese si adeguerà a questo modulo, o se Allegri modificherà il suo approccio in base all'organico ereditato, sarà il quesito fondamentale per il futuro immediato del 29enne in azzurro.
Anche la rosa attorno al centrocampista è in fase di mutamento. Eljif Elmas e Juan Jesus hanno salutato il club a parametro zero, e André-Frank Zambo Anguissa è stato accostato a un possibile trasferimento, con il Besiktas tra i club che avrebbero manifestato interesse. Qualora Anguissa dovesse effettivamente partire, l'equilibrio del reparto mediano muterebbe considerevolmente, e il ruolo del nazionale scozzese — qualunque sia l'idea tattica di Allegri — diventerebbe ancor più difficile da delineare senza conoscere i nomi che andranno a coprire i varchi al suo fianco.
Vi è poi la questione del presunto interesse del Napoli per il difensore Mario Gila, un segnale che Allegri e la società stanno privilegiando, prima di ogni altra cosa, il rafforzamento del pacchetto arretrato. Tale ordine di priorità è indicativo: l'apporto offensivo che McTominay ha garantito con Conte potrebbe non essere la caratteristica principale che Allegri ricerca in questa sessione di mercato.
Nulla di tutto ciò sminuisce, ovviamente, quanto McTominay ha prodotto nell'annata 2025-26. Dieci reti da un centrocampista in 32 gare di Serie A rappresentano un contributo tangibile, non un'anomalia statistica gonfiata da un singolo momento di grazia. Il suo rating medio di 7.10 rispecchia un rendimento costante piuttosto che una brillantezza sporadica. La domanda non è se l'ex United abbia offerto prestazioni all'altezza – lo ha fatto eccome – ma se il sistema del nuovo tecnico saprà valorizzare questo specifico profilo.
Allegri giunge al Napoli con un preciso mandato, come dichiarato dal presidente Aurelio De Laurentiis: competere ai vertici della massima serie e in Champions League. Un centrocampista capace di andare in doppia cifra in campionato è una risorsa preziosa in qualsiasi sistema di gioco. Il compito del mediano partenopeo, in questa pre-season, sarà quello di far valere le proprie credenziali direttamente a un tecnico che finora non lo ha mai avuto alle sue dipendenze.