Il centrocampista della Juventus Weston McKennie è stato ancora una volta escluso, mentre i Bianconeri hanno battuto il Chelsea per 1-0 in un'amichevole pre-stagionale il 6 agosto. Si tratta dell'ultima di una serie di mancate convocazioni che si è ormai estesa a diverse formazioni sotto la guida di Luciano Spalletti. Il 27enne americano non figurava nel gruppo che ha affrontato la formazione inglese, e i commenti post-partita di Spalletti si sono concentrati sulla forma fisica di Kenan Yildiz e sull'atteggiamento della squadra, senza alcun cenno alla situazione di McKennie.
Lo schema è ormai inequivocabile. Spalletti ha lasciato fuori McKennie da consecutive convocazioni pre-stagionali, e le operazioni di mercato estive del club – prestiti, vendite e scelte strategiche – si stanno sviluppando completamente attorno alla sua figura, anziché coinvolgerlo attivamente. La Juventus ha ceduto Joao Mario alla Fiorentina in prestito con diritto di riscatto a 11.3 milioni di euro e ha trasferito Vasilije Adzic al Sassuolo per favorirne la crescita. Queste sono le operazioni di un club che sta ridisegnando la propria rosa con un obiettivo preciso. Il nome del centrocampista americano non compare in nessuna di queste mosse.
I suoi numeri in Serie A dal 2025-26 fotografano il profilo di un giocatore che ha portato il suo contributo senza mai rendersi un elemento imprescindibile. Nelle sue 35 presenze, McKennie ha messo a segno cinque reti e fornito cinque assist, con una media voto di 6.90. Utile, costante, ma non il tipo di profilo che un tecnico si batte per trattenere in fase di ricostruzione. La Juventus ha concluso il campionato al sesto posto con 68 punti in 37 partite, una stagione dignitosa ma non eccezionale, e Spalletti è evidentemente intenzionato ad innalzare ulteriormente l'asticella. I giocatori che decide di tenere e quelli che decide di sacrificare testimoniano una chiara gerarchia.
Edon Zhegrova ha segnato la rete decisiva contro il Chelsea e ha immediatamente espresso la sua volontà di restare alla Juventus. Questo accade proprio mentre le indiscrezioni riferiscono che Spalletti e il club continuano a considerarlo sul mercato. Questa dinamica, un giocatore che vuole rimanere mentre il club spinge per la sua cessione, è una situazione speculare a quella di McKennie, con la differenza che all'americano non è stata concessa l'opportunità di un'apparizione in pre-campionato da cui giocarsi le sue carte.
A 27 anni, con un rating AI complessivo di 69 e un potenziale massimo di 75, McKennie mantiene un buon valore di mercato e possiede ancora il profilo fisico per esprimersi ad alti livelli. La domanda non è più se rientri nei piani della Juventus di Spalletti – la risposta a questa è arrivata dalle scelte del tecnico, non dalle dichiarazioni – ma quale sarà la sua prossima destinazione e se un trasferimento si concretizzerà prima della chiusura del mercato. La Juventus sta edificando un nuovo progetto; il compito di McKennie, ora, è quello di trovare un progetto che invece lo metta al centro.