Weston McKennie, il centrocampista della Juventus, è stato escluso dalla lista dei convocati per il tour asiatico. Per il 27enne americano si tratta del secondo gruppo precampionato consecutivo dal quale viene estromesso, un chiaro segnale che la rifondazione estiva dei Bianconeri si tramuta da semplice ipotesi a dichiarazione d'intenti.
Il significato di tale scelta va ben oltre la mera logistica. Come Luciano Spalletti ha pubblicamente ammesso in passato, riconoscendo acquisti sbagliati della Juventus negli ultimi anni, l'attuale 'taglio' di McKennie si configura come una correzione deliberata e non certo come una semplice rotazione di routine. Il mediano texano, che compirà 28 anni a fine agosto, rientra perfettamente nel profilo dei calciatori che la società sembra voler cedere: sufficientemente esperto da garantire un buon valore di mercato, ma non così fondamentale per il nuovo progetto tecnico da giustificare un posto in una tournée internazionale.
La sua annata 2025-26 ha evidenziato un contributo costante ma senza squilli decisivi. In 35 presenze in Serie A, il numero 16 bianconero ha messo a segno cinque gol e fornito altrettanti assist, con un voto medio di 6.90 – statistiche che lo descrivono più come un prezioso gregario che come un vero pilastro. La Juventus ha chiuso la stagione al sesto posto con 68 punti in 37 partite, un piazzamento che ben riflette una squadra in fase di transizione. Il profilo di McKennie – un punteggio complessivo AI di 69 su 100, con un potenziale massimo stimato a 75 – suggerisce un calciatore che ha ormai espresso gran parte del suo potenziale a questi livelli.
La lista dei convocati per la tournée asiatica, che include i nuovi acquisti Alajbegovic e Kolo Muani insieme a giocatori confermati come Federico Gatti e Arthur, traccia una linea di demarcazione netta. Chi è stato incluso fa parte del futuro o, nel caso specifico del difensore Federico Gatti – per il quale il Napoli si è interessato a un possibile prestito –, è ancora in fase di attenta valutazione. Chi è stato escluso, come McKennie e Joao Mario (quest'ultimo nel frattempo passato in prestito alla Fiorentina), è chiaramente in uscita.
A distinguere la situazione di McKennie da una comune cessione è l'assenza di una destinazione già definita. Il club ha infatti operato con celerità per altre uscite – si pensi ad Adzic, ora al Sassuolo, o a Joao Mario, approdato alla Fiorentina –, ma la prossima tappa del centrocampista americano non è ancora stata ufficializzata. Questa incertezza può denotare un mercato più articolato per un profilo come il suo, o più semplicemente che le trattative si trovano in una fase ancora embrionale.
Per un calciatore che era giunto a Torino con grande entusiasmo e ha saputo offrire momenti di vera qualità in più stagioni, la modalità di questa partenza – per omissione, per silenzio – rappresenta un epilogo amaro. La nuova Juventus, che intende delineare un'identità tattica più chiara, vede in McKennie, nonostante la sua proverbiale operosità, un elemento che non rientra più nei piani tecnici.
La sua prossima mossa definirà se questo passaggio rappresenta un punto di svolta per la sua carriera o l'inizio di un lento declino.