Il centrocampista della Juventus Weston McKennie era assente dall'elenco dei convocati di Luciano Spalletti per la vittoria per 2-0 nell'amichevole precampionato dei bianconeri contro il Nizza del 1° agosto, uno dei numerosi big della prima squadra lasciati a riposo per la sfida. L'americano figurava tra un gruppo che comprendeva anche Marcus Thuram, Jonathan David e Kenan Yildiz – un insieme di assenze che suggerisce una gestione oculata dei carichi di lavoro precampionato da parte di Spalletti per i suoi elementi più esperti, in vista della stagione 2025-26.
Il tempismo conta. McKennie si affaccia a quest'estate da 27enne, reduce da una stagione con 35 presenze in Serie A, con cinque reti e cinque assist a referto, per una media voto partita di 6.90. Questo è un profilo da rendimento costante, seppur non scintillante – il tipo di centrocampista che costruisce il proprio valore nell'arco di un'intera stagione, più che con fiammate improvvise. La sua valutazione AI complessiva di 69 su un massimo di 100 suggerisce un giocatore che si muove vicino al suo picco potenziale, con margini di crescita ma senza un ampio gap da colmare.
La valutazione pubblica dell'allenatore della Juventus Luciano Spalletti sul club che ora guida aggiunge un ulteriore livello di contesto. Il tecnico bianconero ha riconosciuto che il club aveva effettuato acquisti non all'altezza negli ultimi anni – un'ammissione franca che inquadra l'attuale fase di costruzione della rosa più come correzione di rotta che come semplice aggiunta. In questo contesto, la situazione di McKennie merita attenzione. Non è un nome di primissimo piano nel turbinio di voci di mercato che circonda il club quest'estate, ma non è nemmeno considerato un esubero. La sua assenza dall'amichevole contro il Nizza appare quindi più una decisione legata alla programmazione dei carichi di lavoro che una presa di posizione.
Il quadro generale in casa Juventus è in continua evoluzione. Il club sta cercando di rinforzare la porta con un budget limitato, e Federico Gatti è stato accostato a un possibile trasferimento in prestito al Napoli. Queste sono le dinamiche strutturali che definiscono un club che ha chiuso sesto in classifica con 68 punti in 37 partite (19 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte) e che ora cerca di ridurre il gap con la zona Champions League.
Per McKennie, il precampionato rappresenta una finestra cruciale per affermarsi nel sistema di gioco di Spalletti prima della ripresa del calcio che conta. Cinque reti e cinque assist in 35 presenze rappresentano un buon punto di partenza; la domanda è se riuscirà a incrementare questa produzione in un assetto tattico che potrebbe richiedere di più ai suoi centrocampisti centrali in entrambe le fasi, offensiva e difensiva. Il suo impiego nelle prossime settimane di preparazione sarà il primo vero indicatore di dove si posizionerà nelle gerarchie di Spalletti.
Un giocatore che ha dimostrato negli anni la propria affidabilità in Serie A, McKennie ora è chiamato a dimostrare di essere non solo un'opzione valida, ma un elemento imprescindibile.