L'attaccante del Cagliari Daniel Maldini ha visto il percorso in Coppa Italia del suo club concludersi all'Unipol Domus giovedì, mentre l'Hellas Verona si è imposto per 2-1 — con una rete decisiva di Mulattieri nel finale — per staccare il pass per gli ottavi di finale, dove incrocerà la Roma. Il risultato lascia la formazione di Fabio Pisacane a mani vuote in Coppa Italia e rende più amaro un inizio di stagione 2026-27 che non ha fornito al fantasista rossoblù il giusto slancio.
L'eliminazione dalla coppa è un aspetto significativo, poiché snellisce il calendario dei sardi. Il Cagliari, attualmente dodicesimo in Serie A con tre punti in due gare, avrà ora il solo campionato come unico obiettivo, il che significa che ogni prestazione di Maldini acquisterà maggiore rilevanza, non il contrario. Le sue presenze in Coppa Italia in questa stagione sono state prive di gol o assist, uno score che ricalca i numeri in Serie A: due partite, zero bonus e una valutazione media di 6,30. A 24 anni, con un rating complessivo AI di 70 su 100 e un potenziale di 74, il gap tra il suo attuale livello e il potenziale non è abissale, ma tangibile, e la strada per ridurlo passa per il campo, attraverso prestazioni costanti in campionato.
L'organico che lo circonda è in fase di mutamento. Il Cagliari ha confermato la cessione dell'attaccante Borrelli, passato al Caykur Rizespor in prestito, riducendo le opzioni offensive a disposizione. L'arrivo di Yukinari Sugawara dal Southampton, con un prestito oneroso e opzione di riscatto da 5,5 milioni di euro, apporta ulteriore profondità in un'altra zona del campo, ma il reparto offensivo appare ora più snello rispetto ad agosto. Questo scenario potrebbe favorire Maldini — meno competizione per i minuti in attacco — oppure, al contrario, potrebbe evidenziare i limiti del reparto se il fantasista continuerà a rendere al di sotto delle sue potenzialità.
Il Cagliari di Pisacane ha incassato la rete decisiva in Coppa Italia negli ultimi minuti, un trend che suggerisce una fragilità difensiva più che una povertà offensiva, ma il compito di un attaccante è quello di rendere superflua ogni discussione, sbloccando il risultato per primo. Il trequartista non è ancora riuscito in tale intento in nessuna competizione in questa stagione. La successiva pausa per le nazionali gli offre tempo lontano dalla pressione del match, ma ritarda anche il momento della verità. Quando la Serie A riprenderà, dovrà mostrare qualcosa di concreto — un gol, un assist, una valutazione superiore alla sufficienza — per invertire la narrazione che lo ha accompagnato in queste prime settimane della campagna.
Il potenziale è indubbio. I minuti in campo non mancano. La pazienza è una virtù, sì, ma non infinita.