Romelu Lukaku Bolingoli, attaccante belga 33enne del Napoli, martedì sera ha visto le ambizioni di Champions League del suo club subire un duro colpo quando il Bologna ha rimontato da due gol di svantaggio vincendo 3-2 al Maradona, lasciando il Napoli secondo in Serie A con 70 punti a due partite dalla fine e la situazione per la zona Champions improvvisamente congestionata.

La sconfitta conta al di là della classifica. Il Napoli è sceso in campo quella sera avendo bisogno di risultati per consolidare un posto in Champions League, e la squadra di Antonio Conte — che aveva rimontato in partita dopo aver subito due gol — alla fine non è riuscita a tenere. Conte ha riconosciuto dopo il fischio finale che il Napoli non meritava di perdere, ma ha anche ammesso che il risultato non è stato un caso. Quella combinazione di rammarico e onestà è raramente un segno di una squadra che opera con piena fiducia.

Per Lukaku personalmente, il contesto è stratificato. Ha contribuito con un gol in cinque presenze in Serie A in questa stagione, con un voto medio di 6,60 — numeri che riflettono un giocatore che funziona come una presenza affidabile piuttosto che decisiva. A 33 anni, con la proprietà del Napoli che si ritiene stia ristrutturando un monte ingaggi ponderato verso i veterani, il suo futuro nel club oltre questa estate è stato in discussione per settimane. Una qualificazione in Champions League non salverebbe il suo contratto, ma un mancato accesso rimuoverebbe uno dei pochi argomenti rimasti per la continuità.

Kevin De Bruyne era assente contro il Bologna, il che ha privato il Napoli del suo principale motore creativo in un momento critico. Senza quella linea di rifornimento funzionante, l'onere su Lukaku di creare qualcosa da un servizio limitato aumenta — e il rendimento di un gol in cinque presenze suggerisce che il servizio è stato raramente adeguato, o che la finalizzazione non lo ha convertito.

Il record del Napoli di 21 vittorie, sette pareggi e otto sconfitte in 36 partite racconta la storia di una squadra che è stata abbastanza buona per la maggior parte della stagione ma non abbastanza spietata quando la pressione raggiunge il culmine. La vittoria del Bologna al Maradona è finora la più chiara illustrazione di quella fragilità.

A due giornate dalla fine, il destino del Napoli non è più solo nelle proprie mani. Per Lukaku, le ultime settimane di quello che è probabilmente il suo ultimo capitolo napoletano saranno definite non dalle statistiche individuali ma dal fatto che il club a cui si è unito sotto Conte possa portare a termine il lavoro che la stagione aveva promesso.