Romelu Lukaku Bolingoli, l'attaccante belga di 32 anni del Napoli, è pronto a lasciare il club al termine di questa estate, con il presidente Aurelio De Laurentiis che si sta muovendo per ridisegnare un monte ingaggi appesantito da giocatori over 30. Questa decisione, circolata negli ambienti del calcio italiano, segnerebbe la fine di un ricongiungimento con l'allenatore Antonio Conte, che non ha mai prodotto le reti sognate da entrambi.
Il nocciolo della questione è chiaro: il Napoli è al secondo posto in Serie A con 70 punti in 35 partite, e il progetto di Conte ha forgiato una squadra competitiva senza che Lukaku ne sia il perno. Un solo gol in cinque presenze quest'anno, con una media voto di 6,60, racconta di un elemento marginale più che centrale. L'attacco della squadra ha funzionato a meraviglia – 52 reti realizzate in stagione – ma il contributo del belga a quel totale è stato esiguo. Quando un bomber di questo calibro offre questi numeri nella fase cruciale di un campionato, il discorso sul futuro si scrive da solo.
La logica di De Laurentiis è puramente strutturale. Un ingaggio gonfiato, concentrato su giocatori di età avanzata, limita la capacità del club di reinvestire. Lukaku figura tra i partenti, insieme a Juan Jesus e Leonardo Spinazzola. L'addio del centravanti libererebbe risorse importanti, e il Napoli è già stato accostato a Rasmus Hojlund del Manchester United come opzione più giovane e duratura per l'area di rigore.
Non sfugge l'ironia a chi ha seguito l'arrivo di Lukaku sotto Conte. L'allenatore che lo aveva espressamente voluto – costruendo meccanismi offensivi attorno alla sua stazza nei club precedenti – ora supervisionerà la sua sostituzione. Le parole di Conte prima del match contro il Como, in cui ha lodato l'evoluzione di Cesc Fabregas come tecnico, rivelano un mister già proiettato sul prossimo ciclo, più che sul presente.
Il piazzamento al secondo posto del Napoli – a sette punti dal vertice, con la lotta scudetto ormai lontana – fa sì che la rifondazione estiva pesi più delle ultime giornate. Una valutazione AI complessiva di 70 su 100, con un potenziale massimo stimato a 45, fotografa la cruda realtà di un giocatore a 32 anni: il margine di crescita è esaurito, e il valore si basa solo su ciò che offre oggi. Con una sola marcatura in cinque apparizioni in Serie A, quell'argomentazione è difficile da difendere.
La permanenza di Lukaku al Napoli resterà un capitolo complicato: un calciatore arrivato con grandi ambizioni, che ha navigato un pubblico scontro con il club a metà stagione, e che alla fine si è ritrovato ai margini mentre l'identità della rosa si consolidava attorno ad altri protagonisti. Il Napoli di Conte guarda avanti; Lukaku, con ogni probabilità, si congeda.