La Lazio esordisce in Coppa Italia in casa contro il Mantova il 16 agosto. L'incontro arriva in un momento cruciale, con entrambe le squadre che non possono permettersi di affrontarlo come una semplice formalità, seppur per ragioni molto diverse. Per la Lazio di Maurizio Sarri, un buon percorso nella competizione nazionale rappresenta la via più diretta per ritrovare fiducia a inizio stagione, dopo un finale di campionato tutt'altro che brillante. Per il Mantova di Francesco Modesto, un risultato positivo contro un'avversaria di massima serie equivarrebbe a una vera e propria dichiarazione d'intenti, in seguito a una serie di prestazioni e risultati decisamente negativi.

La posta in palio è asimmetrica ma tangibile. I biancocelesti necessitano di una vittoria per scongiurare il contraccolpo psicologico di un'eliminazione in coppa, che andrebbe a peggiorare un finale di stagione di Serie A già difficile. Il Mantova, militante in una categoria inferiore, non ha nulla da perdere in senso stretto; tuttavia, una sconfitta pesante approfondirebbe una crisi di forma che appare ormai strutturale, più che episodica.

Il bilancio delle ultime cinque gare della Lazio recita due vittorie, nessun pareggio e tre sconfitte, con quattro reti all'attivo e nove al passivo. Il parziale delle ultime tre è ancora più critico: una vittoria, due sconfitte, due gol fatti e cinque subiti. Una chiara traiettoria in calo, dove i numeri difensivi rappresentano la criticità maggiore. Tre sconfitte consecutive in casa contro l'Inter (due volte) e poi una sconfitta nel derby prima della chiusura del campionato suggeriscono una squadra che a maggio aveva esaurito energie e risposte. L'unica nota lieta è stata la vittoria per 2-1 sul Pisa all'Olimpico il 23 maggio, che ha perlomeno confermato la capacità di rendere quando la pressione era diminuita.

Le statistiche del Mantova, nel complesso, sono ancora più allarmanti. Nelle ultime cinque partite, i virgiliani hanno conquistato solo tre punti sui quindici disponibili, incassando ben venti reti. Il parziale delle ultime tre non offre alcun segnale di miglioramento: una vittoria, due sconfitte, cinque gol segnati ma dodici subiti. La sconfitta per 5-0 subita a Frosinone a maggio è l'ultimo dato in ordine cronologico, e la vittoria casalinga per 3-2 sul Monza, racchiusa tra due pesanti battute d'arresto, appare più come un'anomalia che come un punto di svolta. La squadra di Modesto attraversa un momento di forma che si sta assestando su livelli bassi; le analisi delle ultime tre e cinque gare descrivono un quadro essenzialmente identico di fragilità difensiva.

Il duello tattico principale si annuncia tra la proposta offensiva della Lazio e la retroguardia del Mantova, che ha incassato dodici reti nelle ultime tre uscite. I sistemi di Maurizio Sarri si basano tipicamente su linee difensive alte e un pressing aggressivo dalla prima linea; contro una squadra che subisce gol con tale frequenza, gli attaccanti biancocelesti dovrebbero essere in grado di attaccare la profondità. La controprova sarà vedere se la difesa laziale — che ha subito cinque gol nelle ultime tre partite — riuscirà a mantenere la disciplina richiesta contro un attacco mantovano che, nonostante le difficoltà generali della squadra, ha comunque segnato sei gol nelle ultime cinque gare. Quella produttività offensiva è l'unica area in cui la formazione di Modesto ha dato segnali di vita, e una retroguardia laziale apparsa porosa a maggio non può presumere che la minaccia possa essere trascurata.

Il secondo duello sarà di natura sistemica: l'esigenza sarrina di precisione posizionale contro un Mantova che sembra voler adottare un pressing alto ma che allo stesso tempo concede troppo facilmente. Se il centrocampo della Lazio riuscirà a gestire il ritmo e far circolare il possesso palla senza l'ansia che ha contraddistinto le ultime giornate di Serie A, il divario tecnico dovrebbe emergere in maniera chiara. Se invece il Mantova riuscirà a spezzare subito il ritmo e ad attaccare qualsiasi esitazione della retroguardia biancoceleste, l'incontro potrebbe restare in bilico più a lungo di quanto la Lazio vorrebbe.

Il tallone d'Achille della Lazio è evidente dai numeri: è venuta meno la coesione difensiva, e una competizione di coppa non la ripristina per automatismo. La fragilità del Mantova è altrettanto lampante: incassano reti in quantità industriale, e lo scarto tra la loro produzione offensiva e l'esposizione difensiva denota una squadra costretta a rincorrere le partite, anziché controllarle.

Il nostro verdetto: vince la Lazio. Il margine dovrebbe essere piuttosto netto, considerato il preoccupante stato della difesa del Mantova. Un 3-1 finale fotografa il modello più probabile: la qualità offensiva della Lazio sarà sufficiente per costruire un buon vantaggio, la minaccia in avanti del Mantova basterà a trovare la via del gol, ma non abbastanza da mettere in discussione l'esito finale dell'incontro.