La Lazio domina il Parma all'Olimpico: 2-1 con autorete decisiva
La Lazio batte il Parma 2-1 allo Stadio Olimpico, e il match è stato effettivamente deciso in un arco di otto minuti dopo l'intervallo, quando la squadra di Gennaro Gattuso ha messo a segno due reti senza subirne—una conquistata, una regalata—per poi subire un gol nel finale che ha dato al risultato una simmetria frettolosa che non meritava fino in fondo.
La prima ora ha regalato una partita ben più equilibrata di quanto la classifica suggerisse. Il centrocampista della Lazio Kenneth Taylor ha sbloccato il match al 50', realizzando lo 0-1 e portando i padroni di casa sul vantaggio che stavano cercando. Otto minuti dopo, il difensore del Parma Diego Carlos ha deviato il pallone nella propria porta, e sul 2-0 la gara era praticamente chiusa. L'autorete è stato il colpo più crudele: l'apertura di Taylor poteva essere metabolizzata come un contratempo; la sfortuna di Carlos al 58' ha eliminato qualsiasi percorso realistico di rientro alla formazione di Alberto Gilardino. Il Parma era arrivato a Roma avendo incassato 13 gol in sette giornate di campionato, e il modo in cui è maturato il secondo gol—contro se stessi—cattura bene la fragilità che ha caratterizzato la loro stagione.
Taylor è la figura centrale della serata. Il mediano della Lazio ha segnato il gol dell'apertura che ha spezzato l'equilibrio e ha dettato il passaggio decisivo nel corso della gara. Il suo contributo gli è valso 21 minuti di lavoro aggiuntivo prima che Gattuso lo richiamasse al 71', sostituendolo con Fisayo Dele-Bashiru. Quel cambio, effettuato a partita già vinta, racconta della capacità dei biancocelesti di gestire le risorse da una posizione di comfort—un lusso che è divenuto familiare nell'ultimo mese.
La serata del Parma è stata complicata sin dall'intervallo. Vincent Sierro ha rimediato un'ammonizione al 38' e non si è presentato per il secondo tempo, sostituito da Adrián Bernabé al 45'. Oliver Provstgaard dei biancocelesti era stato diffidato al 30' e similmente non è rientrato dopo la pausa, lasciando il posto a Diogo Leite. Due cambi obbligati a fine primo tempo hanno interrotto qualsiasi equilibrio tattico costruito da Gilardino, e i gol sono arrivati quasi istantaneamente dopo la ripresa. L'unico momento di genuina soddisfazione per il Parma è giunto al quinto minuto di recupero, quando il subentrato Simone Lontani—entrato al 63'—ha realizzato su assist di Giovanni Fabbian, anch'egli subentrato introdotto al 78'. Che la rete sia stata segnata da due giocatori non nell'undici iniziale sottolinea quanto poco la formazione titolare emiliana abbia inciso nella serata.
Il contesto di classifica fornisce ulteriore chiarezza al quadro. La Lazio è arrivata a questa sfida seconda in Serie A con 19 punti da sette giornate, forte di sei vittorie e un pareggio. Adesso allunga una serie che, nelle ultime tre partite, ha prodotto tre successi, zero pareggi, zero sconfitte, con otto gol segnati e due subiti. Il Parma, al contrario, è arrivato 19º con quattro punti da sette giornate, e gli ultimi tre match—incluso questo—hanno fruttato zero vittorie, zero pareggi e tre ko, con un gol fatto e otto incassati. Il divario tra i due club in questo momento della stagione non è meramente posizionale; è strutturale, e sabato sera all'Olimpico lo ha confermato nitidamente.
L'andamento della Lazio nelle ultime cinque giornate—quattro vittorie, un pareggio, nessuna sconfitta—non si è modificato con questo risultato, perché lo 0-0 contro l'AC Milan a settembre rimane l'unica macchia in una sequenza che ora comprende una vittoria 3-0 in trasferta alla Juventus e due affermazioni casalinghe di fila. La formazione di Gattuso non sta semplicemente vincendo; sta vincendo con una continuità che suggerisce come il pareggio di inizio stagione fosse l'eccezione, non la regola.
Fra un mese, questa gara sarà ricordata meno per ciò che ha fatto la Lazio che per ciò che l'autorete al 58' ha certificato: i problemi difensivi del Parma sono sufficientemente radicati da rivelarsi fatali anche quando l'avversario non è al massimo delle potenzialità.