Armand Laurienté, l'attaccante francese del Sassuolo, è stato uno dei protagonisti della vittoria per 2-0 contro il Milan domenica, un successo che ha fatto rientrare i tifosi rossoneri a casa furibondi e ha blindato i neroverdi nella rassicurante metà della graduatoria in Serie A. Quel trionfo, in cui Laurienté ha fatto coppia con Domenico Berardi per scardinare una formazione milanista già in difficoltà, ha ribadito una volta di più perché il 27enne rappresenti il vero collante dell'attacco di Fabio Grosso.

L'impatto di quel risultato va ben oltre i tre punti in palio. Il Sassuolo occupa il decimo posto con 49 punti in 35 gare, una posizione di relativa tranquillità che i contributi di Laurienté hanno contribuito a consolidare in una stagione lunga e complicata. I suoi sei gol e nove passaggi decisivi – un totale di 15 partecipazioni dirette alle reti – denotano un rendimento di alto livello che pochi compagni possono eguagliare, e la sua media voto di 7,00 nel corso della campagna evidenzia un'influenza costante, non sporadica. Non è un elemento che sparisce per settimane per poi risollevare le sorti: è un giocatore che fa girare la squadra match dopo match.

Contro il Milan, i riflettori si sono accesi sulla sua intesa con Berardi, e quella sinergia merita un'analisi più approfondita. Laurienté rende al massimo quando ha un punto di riferimento al suo fianco – un partner con cui scambiarsi il pallone negli spazi ristretti e poi sfruttare le fasce che si liberano. Berardi offre proprio quella chimica, e quando entrambi sono in forma, il Sassuolo di Grosso diventa un avversario ben più ostico di quanto dica la loro classifica di metà tabellone.

Il problema, però, è ciò che verrà dopo. Le voci di mercato legano l'ex difensore del Milan Ignazio Abate al ruolo di tecnico principale del Sassuolo, con il futuro di Grosso in bilico in vista dell'estate. Per Laurienté, un cambio in panchina non è una questione da sottovalutare. Le sue statistiche stagionali – forgiate nel sistema di Grosso – ritraggono un giocatore che ha trovato l'assetto ideale. Un nuovo allenatore porta idee diverse, e non tutte potrebbero valorizzare un attaccante le cui qualità emergono tanto nella creazione quanto nella finalizzazione.

Il suo rating AI complessivo di 67 su 100 indica un elemento che sta esprimendo quasi tutto il suo potenziale nelle condizioni attuali, ma con margini che l'ambiente giusto potrebbe ampliare. Se Abate dovesse essere nominato, è un'incognita se rappresenterebbe quel contesto ideale – una domanda a cui le scelte di mercato del club daranno risposte nei prossimi mesi.

Quel che è certo è il ruolo di Laurienté in una stagione che, senza di lui, avrebbe un volto ben più incerto. I 43 gol del Sassuolo in 35 partite sono un bottino modesto, e senza quei nove assist a gonfiare il conteggio, il quadro sarebbe decisamente più fosco. Si è guadagnato il diritto di essere al centro di qualunque progetto i neroverdi costruiscano d'ora in poi.