L'Atalanta ha formalizzato un'offerta per il difensore dell'Udinese Thomas Thiesson Kristensen, 24 anni, identificandolo come obiettivo primario per la propria retroguardia in vista della stagione di Serie A 2026-27. Il club bergamasco lo ha addirittura posizionato davanti a Jean-Clair Todibo nelle proprie gerarchie.
È interessante analizzare il significato di questa gerarchia. L'Atalanta, che sta ridisegnando la sua retroguardia dopo anni caratterizzati dalla mano di Gian Piero Gasperini, non è un club che si muove con leggerezza sul mercato dei difensori. Il fatto che Kristensen sia considerato superiore a Todibo nelle loro valutazioni, suggerisce come la stagione del centrale danese all'Udinese sia stata percepita ben oltre i confini del Friuli. In 27 apparizioni in Serie A sotto la guida di Kosta Runjaić, il difensore ha messo a segno tre reti e mantenuto una valutazione media di 7.00. Cifre che, per un difensore in una squadra giunta al 10° posto con 50 punti, indicano una qualità costante e non episodica. L'Udinese ha incassato 47 gol in 37 partite, un bilancio rispettabile per una formazione di metà classifica, e Kristensen è stato un pilastro della struttura difensiva per l'intera stagione.
La posizione dell'Udinese al tavolo delle trattative non è affatto debole. Il sodalizio bianconero ha già dimostrato quest'estate di poter attrarre e superare avversari di blasone in pre-campionato, battendo per 1-0 sia il Barcellona che il Nottingham Forest e aggiudicandosi la Friuli Venezia Giulia Cup. Esiti che evidenziano una reale ambizione competitiva per la prossima stagione. La formazione di Runjaić aprirà la nuova stagione di Serie A contro il Como, e lo staff tecnico difficilmente sarà propenso a smantellare una retroguardia che ha dimostrato solidità nell'arco di un impegnativo calendario di 37 gare.
La valutazione complessiva AI del danese, pari a 71 su 100 con un potenziale di crescita stimato fino a 78, inquadra perfettamente la logica di questa potenziale operazione: si tratta di un calciatore in piena fase di sviluppo, già affidabile in Serie A, con ampi margini di crescita per compiere un ulteriore salto di qualità . Per la Dea, un profilo così – giovane, testato, e con ampie possibilità di miglioramento – si sposa alla perfezione con il modello del club, da sempre attento a scovare difensori prima che il mercato ne riconosca appieno il valore. Per l'Udinese, al contempo, ciò genera un vero e proprio braccio di ferro, con un reale potere negoziale per entrambe le parti.
Nel post-partita della coppa pre-campionato, Nicolò Zaniolo ha espresso la speranza che Olivier Solet rimanesse in bianconero, definendolo uno dei difensori più forti d'Europa. Un sentimento che evidenzia l'importanza che l'Udinese attribuisce alla continuità del proprio reparto arretrato – e quanto la situazione possa farsi complessa qualora Kristensen dovesse partire, magari insieme ad altre figure chiave della retroguardia.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se la risolutezza dell'Udinese reggerà o se l'offerta della Dea raggiungerà una cifra tale da stravolgere i calcoli. Ciò che è già evidente, comunque, è che il difensore danese approda a questa sessione di mercato come un profilo molto ambito, forte di una stagione ricca di prestazioni convincenti a suo favore.