Il centrocampista della Juventus Teun Koopmeiners ha contribuito in maniera significativa al 5-0 con cui i Bianconeri hanno travolto il NEC Nijmegen nella loro gara d'esordio in Europa League di giovedì. Un risultato che ha assunto un valore speciale, considerando la sconfitta per 3-2 in Serie A contro il Sassuolo che lo aveva preceduto. La vittoria è stata perentoria, il tempismo quanto mai opportuno.

Ma il significato di questa vittoria va ben oltre una singola serata europea. La Juventus, infatti, occupa l'ottavo posto in Serie A dopo quattro giornate – con un bilancio di due vittorie, un pareggio e una sconfitta – e la pressione sull'undici di Luciano Spalletti per trovare un'identità di gioco coesa è stata palpabile per tutta la settimana. Il direttore sportivo Frederic Massara è intervenuto per riaffermare pubblicamente la sua fiducia in Spalletti, dichiarando che la squadra è in ottime mani e che la società ripone piena fiducia nel tecnico. Un simile tipo di dichiarazione, rilasciata a metà settembre, raramente viene fatta nel vuoto.

Lo stesso Koopmeiners approccia questo periodo con numeri che suggeriscono un calciatore in fase di rodaggio piuttosto che già a pieno regime. Tre presenze in Serie A gli hanno fruttato un gol e un assist, con una valutazione media di 7.12 — un rendimento solido ma non ancora dominante, il ritratto di un centrocampista che sta ancora prendendo confidenza piuttosto che dettando i ritmi della manovra. Il suo indice AI complessivo di 78 su 100 riflette una qualità intrinseca, ma la domanda a cui la Juventus deve dare risposta è se tale qualità possa essere espressa con sufficiente costanza per trascinare il club in una classifica che, con sette punti in quattro giornate, li vede ben al di sotto del passo che si prefissano.

Il perentorio 5-0 contro il NEC ha offerto un banco di prova differente. Una cinquina contro una compagine europea non risolve di certo le questioni strutturali di Serie A, ma fa qualcosa di quasi altrettanto prezioso: ripristina un senso di possibilità all'interno di un gruppo che aveva iniziato a percepire scetticismo dall'esterno. Koopmeiners, a 28 anni, è in quella fase della carriera in cui un calciatore o consolida la propria influenza in un grande club o vede le opportunità restringersi. La Juventus aveva bisogno che l'olandese si esibisse in una gara importante per il morale, e il risultato suggerisce che il collettivo — quanto meno — ha risposto presente.

L'Europa League non definirà la stagione di Spalletti, ma può fungere da propellente per il gruppo attraverso l'attrito di un difficile percorso in campionato. Con Andrea Cambiaso tra i dieci giocatori esclusi per la sfida contro il NEC, la profondità della rosa che Massara e il tecnico bianconero hanno allestito è già messa a dura prova. Koopmeiners, in forma e disponibile, porta in dote maggiori responsabilità in quel contesto di quanto le sue sole statistiche di inizio stagione possano suggerire.

La prossima verifica del suo progresso tornerà in Serie A, dove la classifica impone ben più del solo slancio europeo.