Il verdetto di Walter Zenga è arrivato con la schiettezza di chi, dopo decenni passati tra i pali a studiare gli attaccanti, non le manda a dire: la Juventus, ha ammonito, non possiede un centravanti da quindici gol in una stagione di Serie A. Una valutazione che si applica direttamente a Randal Kolo Muani, il 27enne approdato dal PSG per guidare l'attacco bianconero.

La tempistica rende la questione ancora più scottante. A quattro giornate dall'inizio della stagione 2026-27, Kolo Muani deve ancora sbloccarsi. Un solo assist è il suo bottino diretto, e una media voto di 5.96 lo relega al di sotto della soglia che la maggior parte degli analisti considererebbe affidabile per un attaccante da top-six. La Juventus è ottava con sette punti in quattro partite – due vittorie, un pareggio e una sconfitta – e la voce dei gol subiti (quattro) non rappresenta la preoccupazione principale. Quella dei gol fatti (sei) è invece abbastanza esigua da far risaltare ogni digiuno del centravanti.

Il match di domenica contro il Sassuolo ha messo in luce la problematica strutturale. La Juventus di Luciano Spalletti è scesa in campo con un undici rimaneggiato, con Teun Koopmeiners, Nico Gonzalez e Kerim Alajbegovic schierati a supporto del centravanti. Un quartetto assemblato in parte per necessità, vista la situazione infortuni del club, già così grave da aver spinto i Bianconeri a schierare una formazione senza alcun giocatore di movimento italiano, una prima volta nella storia del club. Questo contesto è importante: l'attaccante opera in un sistema disarticolato, non in uno stabile.

Questo però non giustifica appieno il suo rendimento. Un punteggio AI complessivo di 63 su 100, con un potenziale massimo di 68, dipinge il profilo di un giocatore affidabile e prezioso, più che di un elemento trasformativo — in grado di migliorare, ma non in maniera radicale. Lo standard dei quindici gol fissato da Zenga è un parametro ragionevole per una squadra con le ambizioni della Vecchia Signora, e nulla nei primi dati in Serie A dell'attaccante contraddice tale preoccupazione.

La lettura più benevola è che quattro partite rappresentano un campione troppo esiguo per emettere una condanna definitiva. Il centrocampista della Juventus Edon Zhegrova ha segnato la sua prima rete in bianconero nel match contro il Sassuolo, un promemoria che la forma può mutare rapidamente quando una squadra trova la sua quadra. L'assist del francese suggerisce un coinvolgimento nella manovra offensiva anche quando la finalizzazione non si concretizza. Spalletti, un tecnico che ha sempre preteso responsabilità dalle sue formazioni, non attenderà indefinitamente che i numeri parlino — ma è anche improbabile che scarichi un attaccante così presto senza prove più evidenti di un fallimento sistemico, piuttosto che di un semplice avvio in sordina.

La domanda a cui la Juventus deve dare risposta non è se Kolo Muani sia in grado di segnare; è piuttosto se possa farlo con sufficiente costanza da rendere irrilevante l'anatema di Zenga entro il mese di maggio.