L'attaccante della Juventus Randal Kolo Muani ha ricevuto un'investitura pubblica dall'allenatore bianconero Luciano Spalletti in seguito al successo casalingo per 2-0 di domenica contro l'Atalanta, con Spalletti che si è detto soddisfatto dell'apporto di Kolo Muani, pur riconoscendo come la Juventus avrebbe potuto osare di più contro la Dea. Un elogio che, pur rincuorando, non appaga del tutto.

Il significato di tali parole non è sfuggito a chi ha seguito l'avvio di campionato di Kolo Muani in Serie A. Il centravanti francese ha finora collezionato cinque presenze in campionato, fornendo un assist e siglando zero reti. La sua media voto di 6.23 in questa stagione, seppur un modesto miglioramento rispetto al pre-partita con l'Atalanta, dipinge comunque il profilo di un giocatore che si muove ai margini dell'adeguatezza funzionale, anziché essere al centro nevralgico della manovra. Un punteggio AI complessivo di 65 su 100, con un potenziale di 72, evidenzia chiaramente il divario: c'è una versione migliore di questo calciatore, e la Juventus ne ha urgenza immediata.

L'esternazione di soddisfazione di Spalletti assume un rilievo particolare. Un tecnico che avesse perso fiducia in un suo attaccante non lo menzionerebbe spontaneamente di fronte alla stampa. Il fatto che Kolo Muani abbia ricevuto una menzione diretta lascia intendere che stia svolgendo un lavoro sufficiente in allenamento e nei dettagli tattici delle partite – pressing, movimenti senza palla, raccordo – per conservare la fiducia del suo allenatore, persino quando il tabellino non ne fornisce alcuna traccia tangibile. La Juventus di Spalletti staziona al settimo posto in Serie A con dieci punti in cinque giornate, frutto di tre vittorie, un pareggio e una sconfitta. La produzione offensiva – otto reti in altrettante partite – è discreta, ma l'apporto personale del centravanti a questo totale si ferma a un unico assist.

Il successo contro l'Atalanta, blindato dalle reti di Francisco Conceicao e Gleison Bremer, non ha richiesto al numero nove bianconero di essere la figura decisiva. E, a dire il vero, raramente lo è stato finora. Ciò di cui i Bianconeri necessitano dal loro attaccante di riferimento non è un coinvolgimento periferico, bensì un contributo diretto in zona gol, tale da modificare l'approccio tattico degli avversari. Senza tale minaccia, l'intera impalcatura offensiva della Juventus è costretta ad appoggiarsi su altri per sobbarcarsi il peso dell'attacco.

La domenica ha riservato anche una spiacevole distrazione: il club ha diramato un comunicato condannando i tifosi che hanno interrotto un minuto di silenzio, osservato in memoria di un ex campione italiano. Un episodio che ha stroncato la dignità richiesta dall'occasione, e la Juventus ha agito bene nell'intervenire direttamente. Queste sono le derive extra-campo di cui una squadra, in una fase di consolidamento a metà classifica, può decisamente fare a meno.

Kolo Muani gode della fiducia del suo tecnico. Il passo successivo, ora, è convertire quella fiducia in prestazioni che i numeri possano finalmente ratificare.