L'attaccante della Juventus Randal Kolo Muani è partito titolare contro il Napoli il 1° novembre, nella gara in cui i bianconeri sono tornati alla vittoria con un 2-0 casalingo. La prestazione del 27enne, però, ha suscitato più critiche che festeggiamenti: si è parlato di un pallone che gli brucia tra i piedi, un'immagine impietosa per un centravanti i cui numeri raccontano già una storia complicata.
L'immagine pesa perché Kolo Muani non è un'alternativa di rincalzo. Gioca da titolare, è scelto. La Juventus di Luciano Spalletti, settima in Serie A con 17 punti in dieci partite, ha bisogno che i suoi attaccanti trasformino le occasioni in rendimento, e al momento Kolo Muani non lo fa con una continuità sufficiente a mettere a tacere i dubbi.
Un gol e un assist in dieci presenze di campionato, con una valutazione media di 6,46 a partita, è un bottino che lo colloca tra i giocatori che occupano lo spazio senza dominarlo. Il voto non è catastrofico, indica un giocatore che fa abbastanza per restare in campo, ma per un attaccante che dovrebbe essere un punto di riferimento dell'attacco di Spalletti rappresenta un tetto da alzare. Il suo punteggio complessivo elaborato dall'IA è 71 su 100, con un potenziale di 76: i mezzi dunque ci sono. Il divario tra questi due numeri è proprio il tema di cui la Juventus deve discutere.
Il periodo recente è di una chiarezza impietosa. Nella sconfitta per 2-0 a Genova contro il Genoa, il 28 ottobre, Kolo Muani è stato descritto nelle pagelle come un incubo. Quattro giorni dopo, contro il Napoli, la squadra ha vinto, con Kerim-Sam Alajbegović a segno al 70' e Jérémie Boga a chiudere l'incontro all'87', ma il contributo di Kolo Muani è stato di nuovo indicato come un problema più che come una soluzione. La vittoria è stata di altri.
Si parla inoltre di un confronto tra Spalletti e Kolo Muani dopo la gara con il Napoli, con l'allenatore che avrebbe messo in discussione una scelta specifica fatta in campo. Il contenuto di quanto detto non è confermato, ma l'esistenza di quel colloquio, se accurata, indica che la pazienza di Spalletti è ancora attiva e non esaurita. Un allenatore che smette di parlare a un giocatore ha già voltato pagina. Chi lo affronta direttamente, no.
Kolo Muani è arrivato alla Juventus con un profilo costruito su rapidità, movimento e capacità di mettere in difficoltà le linee difensive alte. A 27 anni è l'età in cui queste qualità dovrebbero affinarsi e diventare più decisive, non smorzarsi in esitazione. I bianconeri hanno i punti per assorbire la partenza lenta di un attaccante; ma, al settimo posto, non hanno il margine per portarne uno a tempo indeterminato.
Le prossime settimane diranno se si tratta di una fase difficile o di un problema strutturale. La Juventus di Spalletti ha bisogno di risposte da Kolo Muani, non di altre domande.