Il calciomercato si è concluso con l'attaccante della Fiorentina Moise Kean ancora in rosa, a secco di reti in Serie A nel 2026-27, e ora a guardare una squadra che si arricchisce con gli innesti di Pedro Goncalves, Wilfried Gnonto e Beto prendere forma intorno a lui. Il trasferimento al Como, che sembrava la via d'uscita più plausibile, non si è concretizzato. Kean, 26 anni, resta a Firenze per il futuro prossimo, il che non significa affatto esserne il perno.
La classifica precaria della Fiorentina rende la situazione particolarmente delicata. La formazione di Fabio Grosso si ritrova al 19° posto in Serie A dopo appena due giornate, a zero punti, con nessuna rete all'attivo e sette subite. Questo non è certo un contesto in cui un attaccante, con una media voto di 6.63 nelle sue apparizioni in campionato in questa stagione, può permettersi di rivestire un ruolo marginale. Né tantomeno un ambiente in cui una società può anteporre il sentimentalismo alle scelte tecniche. Le due istanze spingono in direzioni opposte, e il centravanti si trova intrappolato in questa morsa.
Il suo unico assist in Serie A in questa stagione testimonia impegno, non certo irrilevanza. Tuttavia, Grosso ha pubblicamente definito il percorso come un progetto che richiede pazienza, e gli innesti tardivi di Goncalves e Beto suggeriscono che la visione del club per questo piano non ponga Kean al suo centro. Beto, una punta di ruolo, è sbarcato dall'Everton. La sua sola presenza ridefinisce la competizione per una maglia da titolare in attacco in maniera inequivocabile.
Kean ha sì trovato il gol in Coppa Italia in questa stagione – una rete in un'unica apparizione nella competizione – a riprova che il suo fiuto per il gol non lo ha ancora del tutto abbandonato. Ma il minutaggio in Coppa Italia non è ciò di cui ha realmente bisogno. A Kean servono gol in Serie A, e ne ha bisogno prima che la pazienza di Grosso con le attuali soluzioni offensive si esaurisca e i nuovi innesti consolidino definitivamente il loro spazio.
I bookmaker, per quanto possa valere la loro lettura, non prevedono una retrocessione della Fiorentina, nonostante l'avvio così catastrofico. Questo concede al tecnico un minimo di margine per lavorare e costruire. La questione ora è se Kean sarà parte integrante di questo progetto di costruzione, o si limiterà a essere un semplice spettatore, una domanda a cui le prossime settimane daranno una risposta.