L'assenza in sé cala il sipario su una stagione che ha promesso più di quanto abbia mantenuto. Kean, all'età di 26 anni, chiude l'annata di Serie A con un bottino di otto reti e un assist in 26 apparizioni, totalizzando un punteggio medio di 6.70. La sua squadra, la Fiorentina, si classifica al 15º posto in campionato con 41 punti in 37 partite – frutto di nove vittorie, quattordici pareggi e quattordici sconfitte. L'aritmetica è impietosa: la Fiorentina ha realizzato 40 gol nell'arco dell'intera stagione, e Kean ha messo lo zampino in nove di questi. Era, in altre parole, il punto di riferimento offensivo più evidente in una squadra che stentava a trovare una propria identità in avanti.
Un tale contesto è fondamentale quando si analizzano i numeri individuali del giocatore. Otto reti in 26 incontri rappresentano un bottino apprezzabile per un attaccante che milita in una formazione che ha incassato 49 gol e ha conquistato meno di un quarto delle sue gare in campionato. Non era lui il problema. Anzi, in diverse giornate di campionato, ha rappresentato la soluzione – e il fatto che la Fiorentina si trovi ancora nella parte bassa della classifica riflette l'entità dei problemi strutturali che l'allenatore Vanoli ha ereditato o non è riuscito a superare.
Le assenze nel finale di stagione complicano ulteriormente il quadro. Saltare la trasferta contro la Juventus – un match dall'evidente importanza personale per il numero 9 viola – è un dettaglio che lo accompagnerà nell'estate. Se tali assenze siano dovute ad accumulo fisico, un infortunio o altro, i dati non lo rivelano. Ciò che è certo è che non era a disposizione nel momento in cui la società aveva maggiormente bisogno del suo apporto.
Un rating complessivo basato sull'IA di 67 su 100 suggerisce che il suo massimo potenziale è ancora visibile e, soprattutto, raggiungibile. A 26 anni, Kean non è più una promessa; è un attaccante che dovrebbe produrre ai massimi livelli della Serie A, non fare da ancora di salvataggio a una squadra che ha trascorso l'intera stagione a guardarsi le spalle. L'estate imporrà una resa dei conti – per l'attaccante, per la Fiorentina targata Vanoli e per chiunque debba decidere se questa collaborazione abbia esaurito il suo ciclo o necessiti semplicemente di un contesto più competitivo.
Otto reti per una squadra al 15º posto restano un buon record individuale, forse vestito con la maglia sbagliata.