La Fiorentina ha tenuto una riunione al vertice questa settimana per discutere il futuro di Moise Kean nel club, con la posizione dell'attaccante 26enne sotto il neo-allenatore Fabio Grosso tra le questioni centrali della pianificazione estiva della Viola.
La tempistica è rilevante. Kean ha concluso la stagione di Serie A 2024-25 con otto gol e un assist in 26 presenze, una media di 0,31 gol a partita in una stagione che la Fiorentina ha chiuso al 14° posto con 42 punti — un rendimento che rifletteva una squadra che ha pareggiato più partite di quante ne abbia vinte. Otto gol rappresentano un contributo individuale credibile in quel contesto, ma i 41 gol segnati dal club in 38 partite sottolineano quanto Kean stesse sostenendo un attacco spuntato e quanto poco supporto abbia ricevuto.
L'arrivo di Grosso cambia l'equazione. Il nuovo allenatore della Fiorentina aveva già lavorato con Kean alla Juventus, come anche con Rolando Mandragora, e quei rapporti preesistenti potrebbero influenzare il modo in cui Grosso vede il ruolo dell'attaccante nel suo sistema. Se quella familiarità si traduca in un posto centrale nella nuova configurazione o semplicemente faciliti una transizione già in corso è la domanda a cui il vertice era destinato a rispondere.
I dati del profilo di Kean — un punteggio AI complessivo di 67 su 100 con un potenziale massimo di 70 — suggeriscono un giocatore che ha raggiunto un livello di affidabile competenza senza aver ancora realizzato il potenziale che un tempo lo rendeva uno dei giovani attaccanti più discussi del calcio italiano. A 26 anni, la finestra per raggiungere quel potenziale si sta restringendo, ma non è chiusa.
L'estate della Fiorentina è chiaramente attiva su più fronti, con il club che sta anche cercando rinforzi in altre posizioni. Dove Kean si inserisce in questo quadro — come pilastro dell'attacco di Grosso o come nome il cui valore viene valutato prima che venga presa una decisione — è la domanda a cui risponderanno le prossime settimane.