Fabio Paratici, direttore sportivo della Fiorentina, non ha escluso un addio estivo per Moise Kean, l'attaccante viola di 26 anni, pur ribadendo la volontà del club di trattenerlo mentre sta ridisegnando la squadra attorno al nuovo tecnico Fabio Grosso.
Il significato di tale ambiguità non dovrebbe essere sottovalutato. Il centravanti viola ha chiuso la stagione di Serie A 2025-26 con otto reti e un assist in 26 presenze, per una media voto di 6.70 a partita. Cifre che delineano il profilo di un calciatore più funzionale che risolutivo per una Fiorentina che ha concluso il campionato al 14° posto con 42 punti in 38 partite, con un bilancio di nove vittorie, quindici pareggi e quattordici sconfitte. Un attaccante che milita in un club capace di siglare solo 41 gol in campionato nell'arco dell'intera stagione opera indubbiamente in un contesto complesso, eppure otto di quelle marcature portano comunque la sua firma.
L'approdo di Grosso sulla panchina viola aggiunge uno strato di continuità che si rivela un'arma a doppio taglio. I due hanno già condiviso un'esperienza alla Juventus, e questa storia comune potrebbe significare che il tecnico apprezzi le caratteristiche di Kean — o che, conoscendone già i limiti, sia intenzionato a cercare un profilo diverso e più performante. La posizione pubblica di Paratici, che parla di un certo appeal di club come Liverpool e Manchester United sul calciatore, pur senza una spinta attiva della società a cederlo, è il tipico escamotage diplomatico per mantenere alte le quotazioni di mercato e al contempo salvaguardare la dignità del giocatore.
La più ampia attività estiva della Fiorentina rafforza la percezione di un club in autentica transizione, ben oltre un semplice ritocco cosmetico. Il direttore sportivo sta perseguendo rinforzi difensivi, con un interesse riportato per Radu Dragusin del Tottenham e Nahuel Ruggeri dell'Atletico Madrid. Il club si è anche mosso per assicurarsi Nicolo Fagioli, mentre l'ex compagno di squadra di Giacomo Bonaventura, Rolando Mandragora — un'altra figura con legami juventini con Grosso — fa parte della stessa conversazione di ristrutturazione. Un club che sta costruendo una nuova spina dorsale attorno a un nuovo allenatore è uno che metterà in discussione ogni posizione, compresa quella attualmente occupata dall'attaccante.
A 26 anni, Moise Kean si attesta su un rating AI di 67 su un massimo previsto di 100, con un picco stimato a 70. Quel divario tra rendimento attuale e potenziale è piuttosto ristretto: suggerisce che si tratti di un calciatore che si sta avvicinando al suo massimo rendimento, piuttosto che di uno con margini di sviluppo significativi ancora da sfruttare. Per un club classificato al 14° posto e desideroso di risalire la china, una simile valutazione pesa nel momento di decidere se cedere per reinvestire o puntare su un attaccante che ha mostrato costanza senza però quel tipo di rendimento capace di cambiare una stagione.
Le prime settimane di Grosso al Viola Park faranno chiarezza sul quadro generale. Se il calciatore rientrerà a pieno titolo nei piani tattici del tecnico, l'ambiguità di Paratici si risolverà in favore della sua permanenza. Se Grosso, al contrario, dovesse segnalare una preferenza per un profilo differente per l'attacco, la porta d'uscita che il direttore sportivo ha lasciato socchiusa si spalancherà rapidamente.