L'attaccante della Fiorentina Moise Kean si trova al centro di una vera e propria tempesta di mercato ancora tutta da definire, nonostante il suo club sia fanalino di coda in Serie A dopo due giornate, a zero punti e con sette gol incassati.

La situazione del 26enne ha preso forma definitiva il 31 agosto, l'ultimo giorno della sessione estiva, quando sono emerse notizie di un accordo che avrebbe visto Kean approdare al Como, mentre la Fiorentina puntava ad assicurarsi le prestazioni dell'attaccante dell'Everton Beto per 18 milioni di euro. Questa reazione a catena ha coinvolto anche la Juventus, che si diceva stesse inseguendo Joshua Zirkzee. Se il trasferimento al Como si sia concretizzato è ancora da confermare, ma la direzione intrapresa è chiara: la dirigenza viola, con Fabio Paratici in cabina di regia per il mercato, ha disegnato una rosa incentrata su profili offensivi differenti.

Ciò che rende la posizione di Kean particolarmente scomoda è il contesto in cui si sono sviluppate queste trattative. Il giocatore non è sceso in campo nella sconfitta casalinga per 0-3 contro il neopromosso Frosinone il 30 agosto — un risultato che ha trasformato le celebrazioni del centenario della Fiorentina in un'occasione da dimenticare — e la sua unica presenza in Serie A in questa stagione non ha prodotto né gol né assist, con una valutazione media di 6.50. Un gol in Coppa Italia, segnato per un club diverso e quindi al di fuori dell'attuale palcoscenico della Serie A, resta l'unica prova della sua condizione nel calcio che conta in questa stagione.

L'allenatore della Fiorentina Fabio Grosso ha nel frattempo accolto Alieu Njie, arrivato in prestito dal Torino, con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni. L'approdo di Njie, ufficialmente confermato il 31 agosto, aggiunge ulteriore pressione sulla posizione di Kean nella gerarchia della squadra. La campagna acquisti del club — Beto, Njie, e una più ampia riorganizzazione — suggerisce che le opzioni offensive del tecnico viola si stanno riorganizzando attorno a giocatori diversi da Kean, a prescindere dagli esiti delle battute finali del mercato.

I numeri che fotografano l'attuale posizione di Kean sono modesti. Un punteggio AI complessivo di 70 su 100, con un potenziale di 72, lo colloca come una risorsa funzionale piuttosto che trasformativa — un attaccante il cui potenziale massimo, secondo questa misurazione, si posiziona solo marginalmente al di sopra della sua attuale produzione. Per un club che ha incassato sette gol nelle prime due partite e non ha ancora trovato la via della rete in Serie A, l'assenza di un finalizzatore affidabile non è una preoccupazione campata in aria.

Kean ha 26 anni, un'età in cui un attaccante dovrebbe entrare nel pieno della sua maturità calcistica. La sessione di mercato si è conclusa per lui in uno stato di incertezza, e il difficile avvio di stagione della Fiorentina ha reso ogni decisione di organico più urgente. A prescindere dal suo status quando la situazione si sarà stabilizzata, Kean ha bisogno di minuti e gol — e al momento, nessuno dei due è garantito.