L'attaccante della Fiorentina Moise Kean non è sceso in campo mentre la Viola incassava una pesante sconfitta casalinga per 0-3 contro il neopromosso Frosinone lo scorso 30 agosto. Un risultato che ha relegato il club all'ultimo posto in Serie A dopo appena due giornate, senza un punto e con un passivo di sette reti. L'assenza di Kean in una partita di tale peso simbolico – la celebrazione del centenario della società – ha acuito una situazione già di per sé scomoda.

Il tecnico della Fiorentina Fabio Grosso ha affrontato di petto la questione dell'assenza dopo il fischio finale, dichiarando che avrebbe schierato il centravanti. Il suo commento è significativo non per una soluzione, ma perché ribadisce la posizione di Grosso: l'attaccante è ancora sotto contratto, rientra nei suoi piani, ma non è utilizzabile. La telenovela di mercato che lega Kean al Como si è protratta nelle ultime settimane della finestra senza una conclusione, e il club ne sta pagando il prezzo sul campo.

Il rendimento di Kean per la stagione 2026-27 è esiguo, eppure eloquente. Vanta una sola apparizione in Serie A con la Fiorentina, con un gol all'attivo e nessun assist, per un punteggio medio di 7.30. A 26 anni, con una valutazione complessiva AI di 70 e un potenziale stimato a 72, Moise Kean non è certo un calciatore la cui carriera è in fase discendente, ma non sta neanche progredendo al ritmo che le sue promettenti premesse iniziali suggerivano un tempo.

Il quadro generale rende il tutto ancora più difficile da ignorare. La Fiorentina è ferma a zero reti in due giornate di campionato. La formazione di Grosso ha subìto ben sette gol. La vena realizzativa della squadra è inesistente, e il giocatore che il tecnico avrebbe voluto schierare non era sul terreno di gioco. Che si tratti di una conseguenza della vicenda di mercato, di una questione disciplinare o di altro, i dati non lo specificano, e la società non ha fornito chiarimenti.

Quel che è certo è che il centenario della Fiorentina si è aperto sotto il segno della crisi, ben lontano da ogni celebrazione. Grosso, nelle sue dichiarazioni post-partita, ha ammesso fragilità e insicurezza, e la classifica ne è lo specchio fedele. La posizione di Kean — presente ma di fatto assente, desiderato ma invenduto — è l'epicentro di questa situazione. La sessione di mercato volge al termine. Fino a quando non si chiuderà, Grosso si troverà a gestire un reparto avanzato con un'evidente lacuna.