La Juventus ha superato il Parma per 2-0 all'Allianz Stadium sabato sera, un risultato quasi interamente costruito dai subentrati dopo il sessantesimo minuto. Un cambio tattico che ha saputo trasformare uno stallo a reti inviolate in una confortevole vittoria casalinga.

Il momento chiave del match si è sviluppato tra il 57° e l'88° minuto. Con la partita ancora a reti bianche e la tensione per il risultato inchiodato sullo 0-0 che iniziava a farsi sentire, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti è ricorso a una doppia sostituzione: Kerim-Sam Alajbegović ha rilevato Jeremie Boga, e Nicolás González è subentrato a Jonathan David. Nel giro di sei minuti, González aveva già ripagato la fiducia. L'attaccante argentino, una nuova pedina in attacco, ha siglato la rete del vantaggio al 63° minuto, portando in avanti i Bianconeri che tanto cercavano l'apertura delle marcature. La marcatura non è scaturita da un dominio prolungato, quanto piuttosto da quel tipo di ricalibrazione tattica che le mosse di Spalletti suggerivano intenzionale: un segnale che il match richiedeva nuova linfa, non la semplice prosecuzione di quanto visto fin lì.

Il Parma, guidato da Carlos Cuesta García, aveva già rimediato un'ammonizione tramite Enrico Delprato al 55° minuto, un minuto prima delle due sostituzioni bianconere. La sequenza degli eventi — un cartellino giallo, seguita da due cambi e poi da un gol nel giro di otto minuti — ha concentrato il punto di svolta del match in un unico, decisivo quarto d'ora. Il Parma ha replicato con una propria doppia sostituzione al 62°, inserendo David Romero e Benjamin Cremaschi, ma le mosse non sono riuscite ad alterare la direzione della partita.

Il raddoppio è arrivato per merito del centrocampista della Juventus Teun Koopmeiners, entrato all'86° minuto come sostituzione in extremis per Andrea Cambiaso. Due minuti dopo, servito da Manuel Locatelli, Koopmeiners ha insaccato il 2-0. Una rete che ha sigillato il risultato più che crearlo, ma la sua realizzazione riveste importanza: l'olandese, in campo per appena 120 secondi, e Locatelli, ammonito al 54° minuto e costretto a giocare tutto il secondo tempo con il peso dell'ammonizione, si sono combinati per chiudere la contesa con un'efficienza che testimonia la profondità della rosa, più che il singolo genio individuale.

La serata del Parma è stata segnata dall'incapacità di rendersi pericoloso nei momenti propizi. I ducali sono arrivati all'Allianz Stadium ancora a zero punti in Serie A dopo la loro partita d'esordio — una sconfitta interna per 1-0 contro il Cagliari — e la loro prestazione qui ha fatto poco per fugare i dubbi che le difficoltà di inizio stagione siano meramente circostanziali. Tre ammonizioni nel corso della gara, inclusa quella per il subentrato Abdou-Salam Konate al terzo di recupero, hanno evidenziato una squadra sotto pressione e incline a decisioni reattive. La formazione di Cuesta García non è riuscita a produrre alcuna rete e, nelle due gare di Serie A stagionali, ha incassato tre gol senza riuscire a segnarne alcuno.

Il bilancio della Juventus nelle prime due uscite di Serie A è immacolato: due vittorie, sei punti, tre reti all'attivo, nessuna al passivo. I Bianconeri hanno iniziato la stagione con un successo esterno per 1-0 a Frosinone e ora l'hanno replicata con una porta inviolata tra le mura amiche. Il Parma, al contrario, ha conquistato tre punti nelle ultime tre gare complessive — un dato che include una vittoria in Coppa Italia ottenuta contro il Catania — e il suo cammino in Serie A registra due sconfitte su due. Il divario di inerzia tra le due formazioni era il sottotesto della partita prima del fischio d'inizio; il punteggio finale lo ha pienamente confermato.

Tra un mese, questa partita non sarà ricordata per il suo carico di drammaticità, quanto piuttosto per ciò che ha evidenziato dalla panchina della Juventus: quando la formazione titolare non è riuscita a sbloccare la contesa, gli uomini entrati a gara in corso ci sono riusciti in meno di trenta minuti.