La Juventus ha ospitato il Bologna domenica sera e ha vinto 2-0, con il risultato plasmatosi meno dalla pressione sostenuta che da due reti piazzate ai due lati della contesa, che hanno lasciato gli ospiti senza appigli per rientrare e senza il motivo per provarci.
La rete di apertura è arrivata entro due minuti — un dato che racconta tutto sul copione della serata. La Juventus, sotto la guida di Luciano Spalletti, aveva già dimostrato nelle quattro precedenti uscite di campionato di saper vincere anche senza brillantezza oltre che con prestazioni convincenti: il pareggio casalingo contro il Sassuolo era stata l'unica macchia in una striscia che includeva vittorie all'Atalanta e all'Udinese. Contro il Bologna non hanno avuto bisogno di soffrire. Bastava segnare per primi, e l'hanno fatto prima ancora che la squadra ospite toccasse significativamente il pallone. Un gol di quel tipo non mette solo avanti una squadra; riorganizza completamente il piano tattico dell'avversario e comprime il suo margine di errore quasi a zero.
L'allenatore del Bologna Vincenzo Italiano ha effettuato il suo primo cambio a metà tempo — una tempistica che suggerisce un riassetto strutturale piuttosto che un problema muscolare — ma qualunque aggiustamento cercasse non ha attecchito. L'incursore della Juventus Weston McKennie e il resto del centrocampo di Spalletti hanno continuato a dettare i tempi, e al 57º minuto i Bianconeri hanno raddoppiato il vantaggio. La seconda rete è arrivata quando il Bologna aveva spinto più interpreti in avanti nella ricerca di una via per rientrare in partita, e la Juventus ha punito lo spazio aperto. Pochi minuti dopo quel gol, Italiano ha effettuato tre sostituzioni simultanee — il segnale di un tecnico che esaurisce le proprie cartucce contro una problematica ormai strutturale piuttosto che tattica.
L'elemento che più ha inciso sul risultato è stato l'attaccante della Juventus Jonathan David. Posizionato centralmente nel sistema di Spalletti, David ha occupato i difensori centrali del Bologna con movimenti che li hanno ripetutamente costretti in atteggiamenti reattivi. I dati non assegnano marcature specifiche in questo feed, ma la fisionomia della partita — una rete anticipata, la seconda in contropiede dopo l'overcommitment degli ospiti — si adatta alla perfezione al profilo di un centravanti che punisce il disordine difensivo piuttosto che creare palle gol mediante estro individuale. Il contributo di David è stata intelligenza posizionale almeno quanto la finalizzazione: ha creato gli spazi, e gli spazi hanno generato i gol.
Le difficoltà del Bologna non erano interamente autoinflitte. Jhon LucumÃ, difensore centrale rossoblù, e Remo Freuler a centrocampo hanno esperienza sufficiente per gestire uno svantaggio, ma la rete al secondo minuto ha azzerato la possibilità di una risposta ordinata e costruita. Riccardo Orsolini sulla destra e Nicolò Cambiaghi sulla sinistra hanno avuto sprazzi di verticalità , ma nessuno dei due ha trovato la trama combinativa necessaria per scardinare la retroguardia juventina composta da Bremer e Pierre Kalulu — due centrali difficili da piegare in transizione. Il giallo al 60º minuto, sopraggiunto subito dopo la seconda marcatura e il triplo cambio, rispecchiava la frustrazione di una squadra che aveva perso la partita prima ancora di cominciare veramente a giocarsela.
L'impatto sulla classifica è tangibile. Le quattro vittorie della Juventus negli ultimi cinque incontri di campionato rappresentano un momento di forma che la colloca saldamente nella corsa alle competizioni europee come minimo, e potenzialmente oltre a seconda di come si assesterà la parte alta della graduatoria. Lo scontro diretto contro il Bologna ora recita due vittorie in due incidenti stagionali, con un combinato di 4-0 — un'egemonia che specchia il divario attuale tra i due club. Il Bologna, la cui forma recente annovera successi su Lecce e Cremonese ma anche un ko 2-0 interno contro la Lazio, si trova in una posizione di centro classifica che richiede coerenza che non ha ancora trovato.
La Juventus farà visita all'Atalanta in prosieguo — una sfida che ha già vinto 1-0 ad aprile, il che significa che la squadra di Spalletti arriverà allo Stadio Gewiss consapevole che il campo non ha alcun peso psicologico nei loro confronti; il Bologna avrà di fronte una partita che, visto questo risultato, deve trattare come un reset piuttosto che una continuazione.
Tra un mese, questa sera sarà ricordata come la serata in cui la Juventus ha trasformato la qualificazione alla top-six da ambizione a mera formalità .