La Juventus ha pareggiato 1-1 contro l'Hellas Verona tra le mura amiche, con il risultato che è dipeso da una sola mossa all'intervallo: l'attaccante della Juventus Dušan Vlahović è subentrato al posto di Khéphren Thuram nella ripresa, e in appena diciassette minuti ha colmato lo svantaggio che la squadra di Luciano Spalletti si era portata negli spogliatoi. Il punto è stato recuperato, ma il freno al ritmo bianconero è stato palpabile.
La gara è cambiata in un'intensa sequenza di cinque minuti attorno al trentesimo. Il mediano dell'Hellas Verona Roberto Gagliardini era già stato ammonito al quinto minuto, e quando il difensore gialloblù Martin Frese ha ricevuto un giallo al 31°, la pressione disciplinare si è fatta sentire sulla formazione di Paolo Sammarco. Il regista della Juventus Manuel Locatelli è stato a sua volta ammonito al 33°, riequilibrando momentaneamente il conteggio, ma è stato il Verona a passare: al 34°, l'attaccante scaligero Kieron Bowie ha trovato la rete grazie a un assist di Domagoj Bradarić, regalando ai visitatori un vantaggio che hanno custodito fino al riposo. Che il Verona abbia colpito contro il flusso del match – e contro una Juventus che non subiva gol da quattro partite di campionato – evidenzia quanto la squadra di Sammarco abbia capitalizzato il proprio momento con efficacia.
Vlahović è stato l'elemento decisivo, non tanto per la fattura del gol – i dati non lo specificano – bensì per la logica tattica del suo ingresso. Spalletti ha tolto Thuram all'intervallo e lanciato il serbo, con una risposta immediata: il centravanti ha pareggiato al 62°, fissando l'1-1. La marcatura è arrivata mentre i bianconeri stavano già ruotando gli effettivi, con cambi ulteriori al 75° e all'80°. Che Vlahović abbia trovato il bersaglio in diciassette minuti dal suo debutto, in una sfida casalinga in svantaggio, è un contributo che pesa, al di là del via vai di sostituzioni.
La delusione del Verona è stata più strutturale che casuale. I gialloblù erano arrivati all'Allianz Stadium con appena due punti nelle ultime cinque gare, tra cui tre sconfitte e solo due reti realizzate. Mantenere il vantaggio all'intervallo contro la Juventus è stato un vero colpo, ma l'incapacità di difenderlo – cedendo quasi subito nella ripresa – rispecchia una fragilità che ha segnato le loro ultime settimane. Quattro gialli in giornata, incluso uno per il subentrato Abdou Harroui nei minuti di recupero, indicano una squadra sotto pressione fisica e mentale. Bradarić, autore dell'assist per il primo gol di Bowie, è stato richiamato al 71°, togliendo ai veronesi uno dei loro sbocchi più pericolosi proprio quando dovevano reggere.
Il momento della Juventus nelle ultime cinque partite – undici punti, sei gol fatti e uno subito – resta il quadro più solido per leggere questo risultato. L'allarme è nella contrazione evidente delle ultime tre: cinque punti in tre gare, con due pareggi e una vittoria, e una difesa che mantiene la porta inviolata ma un attacco che si contrae. Un pari interno contro una formazione nelle condizioni del Verona non è certo un passo che Spalletti celebrerà come avanzamento. I bianconeri non perdono da cinque match, ma i due pareggi nelle ultime tre – a San Siro e ora in casa contro il Verona – dipingono una squadra che gestisce più che accelerare.
Tra un mese, questa sfida sarà ricordata come il pomeriggio in cui la Juventus ha dovuto affidarsi a una sostituzione all'intervallo per scongiurare la sconfitta casalinga contro una delle squadre più in difficoltà della Serie A.