Due punti separano la seconda dalla quarta in Serie A alla vigilia della sfida di domenica allo Stadio Giuseppe Meazza. Questo significa che l'Inter, in casa, e il Como, che arriva con la tranquilla sicurezza di chi ha subìto appena otto gol in dieci partite, non giocano per l'orgoglio né per lo slancio: giocano per una posizione in una corsa al titolo ancora apertissima.
L'Inter allenata da Cristian Chivu è seconda con 25 punti in dieci giornate: otto vittorie e un pareggio, oltre all'unica sconfitta che ancora brucia. Quel ko è arrivato nell'ultima giornata di ottobre, un 3-1 in trasferta contro il Milan, ed è l'unica macchia di una stagione altrimenti solida: 26 gol segnati, una differenza reti che racconta una reale intenzione offensiva. Nelle ultime cinque i nerazzurri hanno raccolto quattro vittorie e una sconfitta, ma la finestra delle ultime tre, con due vittorie e una sconfitta, segnala un lieve calo. La traiettoria è in discesa più che stabile, e Chivu lo sa bene.
I numeri del Como, al contrario, vanno nella direzione opposta. La squadra di Cesc Fàbregas ha vinto quattro delle ultime cinque senza mai perdere, subendo solo due gol in questo tratto. Restringendo il campo alle ultime tre, il quadro si fa ancora più nitido: tre vittorie, nessun pareggio, nessuna sconfitta, sei gol fatti e uno subìto. È una parabola in crescita, costruita su un assetto difensivo che è il più avaro tra quelli dell'alta classifica. Diciotto gol segnati e otto subìti in dieci partite valgono al Como il quarto posto con 23 punti, due in meno dell'Inter e dentro la discussione a pieno titolo.
I precedenti sorridono ai nerazzurri. Nei quattro confronti diretti l'Inter ha vinto tre volte e pareggiato una; il Como, in questo campione, non ha mai battuto l'Inter. I precedenti raramente resistono a una singola stagione fuori dal comune, ma sono dati, non decorazione, e suggeriscono che l'ambiente di casa dell'Inter sia stato particolarmente ostile per gli ospiti.
Il duello tattico al centro di questa partita è quello tra il volume offensivo dell'Inter e la disciplina difensiva del Como, che ha prodotto il minor numero di gol subìti tra le squadre che lo precedono in classifica. Qualcosa dovrà cedere, e la risoluzione di questa tensione determinerà con ogni probabilità il risultato. Fàbregas ha costruito una squadra che assorbe la pressione e punisce nelle transizioni; Chivu ne ha costruita una che genera pressione senza sosta. La domanda è se l'assetto difensivo del Como saprà mantenere la forma contro un attacco nerazzurro che ha segnato in ogni partita di questa stagione, oppure se la recente spuntatezza dell'Inter, con cinque gol in tre gare e una sconfitta compresa, segnali un vero calo e non un'anomalia di una settimana.
La vulnerabilità dell'Inter si vede proprio nelle ultime tre: due vittorie e una sconfitta, con quattro gol subìti, indicano che la sicurezza difensiva che aveva caratterizzato l'inizio di stagione si è allentata. La sconfitta con il Milan non è stato un crollo isolato; i numeri attorno a quel risultato mostrano una squadra un po' più permeabile di prima. Il punto debole del Como, se esiste, è più difficile da individuare nei dati: il pareggio in casa con la Roma, nelle ultime cinque, è la cosa più vicina a un punto lasciato per strada, e anche quella gara è arrivata senza una sconfitta. La diagnosi onesta è che il Como ha meno punti deboli evidenti di quanto la sua posizione in classifica potrebbe far pensare.
Il rendimento casalingo dell'Inter e i precedenti indicano una vittoria nerazzurra, ma la solidità difensiva del Como rende la porta inviolata di una delle due squadre un esito più probabile di una partita ricca di gol. Un 2-1 per l'Inter, tirato e deciso da un singolo episodio di qualità, è coerente con le evidenze: la profondità offensiva dei nerazzurri alla fine si fa sentire, ma la squadra di Fàbregas li costringe a sudare ogni centimetro.