L'Inter ha superato l'Udinese con un pirotecnico 5-3 al Giuseppe Meazza domenica sera. La gara ha preso una svolta decisiva grazie a una sequenza di nove minuti, a ridosso dell'intervallo, in cui la formazione di Chivu ha saputo annullare un doppio svantaggio e ristabilire la parità — una rimonta che ha delineato lo sviluppo successivo dell'incontro.
L'Udinese si era presentata al Meazza forte di un vantaggio acquisito già al 9' con il difensore James Abankwah, imbeccato da Unai Gómez, e raddoppiato al 16' grazie a Jürgen Ekkelenkamp, che ha concretizzato un assist di Keinan Davis. Con due reti di margine su una formazione che aveva vinto le prime tre gare di Serie A, la squadra di Kosta Runjaić aveva ogni motivo per ritenere la serata saldamente nelle proprie mani. L'allenatore dell'Inter Cristian Chivu e i suoi, tuttavia, avevano altre intenzioni. Carlos Augusto ha accorciato le distanze per i nerazzurri al 26' con un'azione personale, rendendo la sua rete ancora più significativa, e il centrocampista dell'Inter Nicolò Barella ha ristabilito la parità al 35', servito da Marcus Thuram. Il primo tempo si è chiuso sul 2-2, con il peso psicologico di quella rimonta che si è rivelato considerevole: l'Inter era stata sotto di due gol, non era andata nel panico e aveva ritrovato il pari prima di rientrare negli spogliatoi.
La ripresa è stata quasi interamente appannaggio della squadra di casa. L'attaccante dell'Inter Marcus Thuram ha concretizzato un assist di Andy Diouf al 57', portando l'Inter in vantaggio per la prima volta nel match, e Pio Esposito ha allungato il divario sul 4-2 al 67', con Piotr Zielinski autore dell'assist. La quinta marcatura è stata opera del subentrato Ange-Yoan Bonny al 79', a soli nove minuti dal suo ingresso in campo al posto di Thuram — una rete che ha reso del tutto accademico il "gol della bandiera" di Idrissa Gueye al 90', servito da Vakoun Issouf Bayo.
Thuram è l'uomo le cui impronte sono più evidenti sul risultato finale. Il centravanti nerazzurro ha servito l'assist per il pari di Barella al 35', per poi siglare di persona la rete del sorpasso al 57', ribaltando così l'andamento del match. È rimasto protagonista al punto che la sua uscita dal campo al 70' ha innescato una risposta offensiva immediata da parte della panchina. Il suo apporto è stato fondamentale sia nella rimonta che nel consolidamento del risultato: sia la rete del pari che ha stabilizzato l'Inter, sia il gol che ha dato ai nerazzurri il controllo dell'incontro, sono entrambi riconducibili a lui. La finalizzazione di Bonny al 79' — a soli nove minuti dal suo ingresso — ha confermato che la profondità della rosa a disposizione per il reparto avanzato è effettivamente di qualità .
Le difficoltà dell'Udinese sono apparse strutturali più che episodiche. I friulani avevano creato le premesse per un risultato clamoroso — due reti di vantaggio nel giro di 16 minuti contro una squadra imbattuta — per poi subire due gol prima dell'intervallo contro una formazione che non era ancora stata in svantaggio in stagione. L'ammonizione precoce per Keinan Davis al 45' ha ulteriormente gravato su un centrocampo già chiamato a reggere l'urto contro la qualità dell'Inter. La squadra di Runjaić era giunta a questa partita con quattro punti conquistati nelle prime tre giornate di Serie A, un bilancio rispettabile, ma la fragilità difensiva che ha concesso cinque reti in questo incontro — nessuna delle quali su rigore o autogol — rappresenta una preoccupazione più pressante rispetto alla pur valida produzione offensiva che ne ha realizzate tre.
Il bilancio dell'Inter dopo quattro gare di Serie A recita ora quattro vittorie, zero pareggi, zero sconfitte, con tredici reti all'attivo e sei al passivo. La concessione di tre reti in questa gara è l'unica nota stonata su quello che altrimenti è un quadro dominante in questo inizio di stagione; i nerazzurri avevano subito tre gol nelle prime tre uscite stagionali complessive, quindi la prova dell'Udinese nel primo tempo ha almeno dimostrato che la retroguardia non è impenetrabile. Per l'Udinese, le ultime tre sfide di Serie A hanno fruttato una vittoria, zero pareggi e due sconfitte, con sette reti all'attivo e nove al passivo — un dato sulle reti subite che preoccuperà Runjaić più di quanto i numeri offensivi possano lusingarlo.
Cinque gol, una rimonta da un doppio svantaggio e un subentrato a segno a soli nove minuti dall'ingresso in campo: questo match sarà ricordato come la serata in cui l'Inter ha dimostrato di poter essere messa in difficoltà e recuperare senza perdere il proprio incedere.