L'Inter ha rimontato per battere la Fiorentina 2-1 allo Stadio Giuseppe Meazza, con il centrocampista dell'Inter Piotr Zielinski che ha trasformato un rigore al 90+7' per completare una rimonta iniziata sei minuti prima grazie all'attaccante Marcus Thuram. Il margine è stato conseguito interamente nei tempi di recupero, e arriva contro una Fiorentina che aveva guidato il match nell'ultimo quarto della ripresa.

Il passaggio decisivo della partita si è compresso in undici minuti straordinari. Il difensore della Fiorentina Álex Jiménez, assistito da Nicolò Fagioli, ha portato i viola in vantaggio al 65' — un gol che è arrivato contro l'andamento di una partita controllata dall'Inter per la gran parte di un'ora. La squadra nerazzurra di Chivu ha risposto con un'ondata di cambi: Federico Dimarco al posto di Alessandro Bastoni al 77', Zielinski al posto di Hakan Çalhanoğlu al 78', Petar Sučić al posto di Henrikh Mkhitaryan al 78'. Il cambio strutturale si è rivelato decisivo. Al 90+1', Thuram ha trasformato il pareggio, assistito da Andy Diouf, per portare il risultato sull'1-1. La partita sembrava avviarsi verso un pareggio che non avrebbe gratificato nessuna delle due squadre, ma un rigore è stato assegnato nel profondo dei tempi di recupero, e il mediano dell'Inter si è presentato per finalizzarlo al 90+7'. Tre cartellini gialli per la Fiorentina — Viery al 70', Valde al 90+5', Dodô al 90+11' — hanno tracciato l'arco di una squadra che si disintegrava sotto pressione.

Zielinski è il protagonista assoluto della serata, non per il volume del suo contributo ma per la sua determinazione chirurgica. Introdotto dalla panchina al 78', il sardo ha avuto bisogno di meno di quindici minuti per produrre il gol che ha fatto la differenza. Il calcio di rigore è stato la rete decisiva, quella che ha prodotto il margine finale, ed è venuto da un giocatore di cui Chivu si è fidato per cambiare l'inerzia della gara dalla panchina. Quella fiducia è stata ripagata nei termini più chiari possibile.

La serata della Fiorentina incarna un problema più ampio che la squadra di Paolo Vanoli non riesce ancora a risolvere. Il vantaggio al 65' — mantenuto per venticinque minuti di gioco regolamentare — suggeriva avessero trovato qualcosa su cui costruire. Invece, l'incapacità di gestire il finale li ha privati di tutto. Jiménez, autore del vantaggio iniziale, è stato sostituito al 75', e il doppio cambio nello stesso minuto — Dodô dentro, Wilfried Gnonto dentro — non ha stabilizzato l'assetto. Tre gialli negli ultimi istanti riflettono una squadra che difendeva disperatamente piuttosto che con intelligenza tattica.

La traiettoria della forma nerazzurra continua verso l'alto. La squadra di Chivu è arrivata a questa sfida dopo aver vinto quattro e pareggiato una delle ultime cinque partite; ora portano tre successi consecutivi, subendo solo due gol in questa serie. La situazione viola è l'inversa: una vittoria, un pareggio e tre sconfitte nelle ultime cinque partite in tutte le competizioni, e nelle ultime tre gare di Serie A hanno raccolto zero punti su nove disponibili, segnando tre e subendone sette.

Una squadra che era in svantaggio con venticinque minuti rimasti e ha comunque trovato il modo di vincere nell'undicesimo minuto dei tempi di recupero è una squadra che ha più della sola qualità — ha quella convinzione negli ultimi minuti di gioco che separa i contendenti dal resto della categoria.