L'Inter ha superato il Parma per 2-0 tra le mura amiche, con la vittoria plasmata da un elemento tattico decisivo: una rete nei minuti di recupero del primo tempo che ha obbligato l'allenatore del Parma Carlos Cuesta GarcÃa a un repentino riassetto strategico, e un secondo gol a metà ripresa arrivato proprio dai rinforzi inseriti da Cristian Chivu per blindare il risultato.
Il centrocampista dell'Inter Piotr Zielinski ha servito l'assist decisivo per lanciare l'attaccante dell'Inter Marcus Thuram al 45', e Thuram ha trasformato l'opportunità in gol, regalando ai Nerazzurri il vantaggio all'intervallo. Il momento è stato cruciale. Il Parma aveva retto la propria struttura per gran parte della prima frazione, ma incassare la rete nei tempi aggiunti ha negato a Cuesta GarcÃa qualsiasi chance di reagire prima del riposo. La sua contromisura è scattata subito dopo il fischio, ma il colpo strutturale era già inferto: gli emiliani si sono ritrovati costretti a rincorrere contro una squadra che aveva timbrato il cartellino sedici volte nelle ultime cinque uscite.
Il raddoppio è giunto da un'Inter profondamente rinnovata. Al 67', l'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha operato tre cambi in blocco: Carlos Augusto al posto di Alessandro Bastoni, Henrikh Mkhitaryan per Zielinski – che aveva rimediato un'ammonizione solo tre minuti prima – e Lautaro MartÃnez per Thuram. Tredici minuti più tardi, Lautaro si è trasformato in assist-man, e Mkhitaryan ha messo a segno la zampata per il 2-0. Questa sequenza ha rivelato l'approccio di Chivu: i titolari avvio la gara, la panchina la chiude. Il gol all'80' non è scaturito da un pressing eccessivo degli ospiti o da un'Inter intenta ad assorbire folate; è stato il frutto di un'ondata di sostituzioni mirate, eseguite con precisione chirurgica.
La marcatura di Mkhitaryan ha messo il sigillo sul match, e merita un'analisi più approfondita nel contesto del suo ingresso. Subentrato al posto di un mediano che era appena stato sanzionato, l'armeno è entrato in un confronto già inclinato a favore dei suoi e bisognoso solo di gestione. Il suo tocco finale, imbeccato da Lautaro, ha tramutato quella amministrazione in una certezza matematica. In una formazione che ha accumulato tredici punti nelle ultime cinque gare, la capacità di trovare reti dalla seconda linea – non solo dai titolari – evidenzia una profondità che le rose meno attrezzate faticano a eguagliare.
La serata del Parma non è mancata di impegno, ma le loro sortite offensive sono rimaste sterili per l'intera durata. Gli ospiti erano arrivati a San Siro con due vittorie e due pareggi nelle ultime cinque uscite, un filotto che parlava di solidità più che di verve d'attacco. Il loro fronte avanzato, con Strefezza e Pellegrino tra i titolari, non ha mai trovato il varco per scalfire la barriera difensiva interista, sorvegliata da Bastoni e Akanji; e nessuno dei due era più in campo al 75'. I ritocchi di Cuesta GarcÃa, tra cui l'ingresso di Pontus Almqvist e Oliver Sørensen allo stesso minuto, non hanno offerto il punto d'appoggio che serviva. Alla fine, il Parma ha chiuso senza reti, senza gialli e senza un episodio che abbia davvero insidiato la porta di Yann Sommer.
La condizione dell'Inter nelle ultime cinque partite – quattro successi, un pari, sedici gol realizzati e sette subiti – inserisce questo trionfo in un trend consolidato, anziché in un exploit isolato. L'unico neo resta il pareggio a Torino del 26 aprile, e pure quello in trasferta. A San Siro, la truppa di Chivu si è confermata un muro invalicabile: il 3-0 al Cagliari e il 5-2 alla Roma ad aprile hanno dettato il ritmo casalingo che questa versione del Parma non aveva armi per spezzare. Gli ultimi tre confronti raccontano una narrazione più serrata – due vittorie, un pareggio, sette marcature e due al passivo – ma la rotta è immutata.
Tra un mese, questa sfida sarà ricordata non per il suo pathos, bensì per la sua efficacia: l'Inter ha capitalizzato un lampo di qualità prima della pausa e un'ondata di cambi ben calibrata dopo, mentre il Parma non ha mai trovato una risposta convincente.