L'Inter ha gettato via due punti preziosi in casa, pareggiando 1-1 contro l'Hellas Verona in una partita che si è risolta completamente grazie al gol del pari al 90° minuto dell'attaccante del Verona Kieron Bowie — una rete arrivata proprio quando la formazione di Cristian Chivu sembrava aver messo al sicuro la vittoria.
La sequenza decisiva ha preso il via non per meriti degli scaligeri, bensì per sfortuna dei nerazzurri. Dopo soli quarantasette secondi dall'inizio della ripresa, il difensore dell'Hellas Verona Andrias Edmundsson ha gonfiato la propria rete, regalando ai padroni di casa il vantaggio prima ancora che il match riprendesse pienamente il suo ritmo dopo l'intervallo. Un gol che, più che confermare il controllo della gara, ne dava un'illusoria percezione. I ragazzi di Chivu — che non avevano effettuato cambi nel primo tempo — operavano ancora con il proprio undici iniziale quando è giunto il vantaggio. La rete è arrivata subito dopo che il tecnico del Verona Paolo Sammarco aveva inserito Abdou Harroui al posto di Antoine Bernede all'intervallo, un aggiustamento tattico che ha preceduto, senza però impedire, la sfortunata autorete.
Chivu ha risposto al 64' con una triplice sostituzione, gettando nella mischia contemporaneamente Francesco Pio Esposito, Piotr Zielinski e Federico Dimarco. I cambi hanno palesato l'intenzione di gestire e dilungare i tempi, più che di imprimere un ulteriore forcing, e per venticinque minuti il risultato è rimasto cristallizzato. Poi, al 75', l'Inter ha richiamato in panchina Lautaro Martínez — il riferimento offensivo più prominente della squadra — sostituendolo con Mattia Mosconi. Sei minuti più tardi, anche l'estremo difensore Yann Sommer è stato rilevato da Raffaele Di Gennaro, un insolito doppio avvicendamento nelle fasi conclusive che ha lasciato la struttura difensiva della compagine in mani poco rodate. I dati non chiariscono le ragioni di queste due sostituzioni.
La rete del pari di Bowie è giunta al 90', accreditata all'Hellas Verona, con l'Inter che aveva già esaurito le cinque sostituzioni e schierava una retroguardia rimaneggiata. L'attaccante del Verona era in campo dall'inizio e il suo intervento in extremis — concretizzando ciò che l'andamento del match conferma essere un gol gialloblù — ha completato una rimonta che la formazione di Sammarco aveva fatto poco in fase di manovra per lasciar presagire di meritare. Bowie è stato il match-winner quando più contava, e la sua rete è l'unico fatto che definisce questo risultato finale.
La serata del Verona è stata improntata alla passività, più che all'ambizione. Gli scaligeri di Sammarco si sono presentati a San Siro dopo aver raccolto solo due punti nelle ultime tre gare, e la loro produzione offensiva nell'arco dei novanta minuti è stata così esigua che la rete del pari è parsa più un intervento estemporaneo che il frutto di un prolungato forcing. Le due ammonizioni — a Nicolás Valentini al 61' e Roberto Gagliardini all'89' — delineano una squadra che ha lottato sul piano fisico senza riuscire a imporsi strutturalmente. L'autogol che ha consegnato il vantaggio all'Inter è stato un episodio sfortunato, di quelli che possono capitare a qualsiasi retroguardia, ma l'incapacità del Verona di rendersi pericoloso prima del 90' ha significato che il loro punto dipendeva interamente da un singolo momento di fortuna o da una giocata individuale per salvare il risultato.
Lo stato di forma dell'Inter nelle ultime cinque partite — tre vittorie, due pareggi, undici reti all'attivo e tre al passivo — aveva suggerito una squadra in grado di amministrare un vantaggio di un gol. Le ultime tre gare, inclusa questa, mostrano sette punti su nove disponibili e una sola rete subita, una sequenza che fa percepire questo risultato più come un'aberrazione che come una tendenza. Il Verona, al contrario, non vince da cinque partite, avendo raccolto tre punti in questo periodo e segnato due sole volte in cinque uscite. Il pareggio prolunga la loro astinenza dalla vittoria e non fa nulla per modificare una traiettoria che si mantiene in calo da aprile.
Tra un mese, questa gara sarà ricordata come il pomeriggio in cui la gestione dell'Inter nell'ultimo quarto d'ora ha spalancato una porta attraverso la quale Kieron Bowie si è inserito.