Hellas Verona ospita il Como al Bentegodi domenica mattina, con i gialloblù che presentano un momento di forma preoccupante: zero vittorie nelle ultime cinque gare, appena due punti conquistati e una differenza reti di -3 in quel periodo. Per una squadra nella situazione di Verona, un match casalingo contro un Como altrettanto discontinuo rappresenta un'opportunità da non fallire. Il problema è che i veneti continuano a lasciarsela sfuggire.

Le implicazioni sono evidenti. Hellas Verona, guidata da Paolo Sammarco, ha racimolato solo due punti dalle ultime cinque uscite. Le ultime tre, in particolare, hanno fruttato gli stessi due punti, indicando un impasse più che un crollo, ma a un livello troppo basso per ambire a qualcosa di più. Il Como, invece, sotto la gestione di Francesc Fàbregas, arriva con un rendimento migliore nel recente periodo: quattro punti dalle ultime tre, tra cui un successo per 2-0 in trasferta contro il Genoa e un pareggio a reti bianche in casa contro il Napoli. Il loro bilancio delle ultime cinque – cinque punti in totale – è modesto, ma basta a superare quello di Verona con un margine che fa la differenza.

La prestazione casalinga di Verona è stata particolarmente deludente. Tre delle ultime cinque partite si sono giocate al Bentegodi e in nessuna i gialloblù sono riusciti a segnare: un 0-0 contro il Lecce, una sconfitta per 0-1 con l'AC Milan e un'altra per 0-1 contro la Fiorentina. La squadra di Sammarco ha timbrato il cartellino solo due volte in tutto l'arco di cinque gare, e l'incapacità di trasformare il fattore campo in concretezza offensiva emerge come il difetto strutturale più lampante dai numeri. Una formazione che non trova la via del gol tra le mura amiche non può sperare di vincere lì.

La traiettoria del Como, al contrario, è in risalita. Le ultime tre gare hanno fruttato quattro punti contro i cinque del periodo più ampio, con risultati di qualità crescente: un punto strappato al Napoli e un blitz esterno a Genova. Le sconfitte per 3-4 in casa contro l'Inter a inizio aprile e per 2-1 a Sassuolo rappresentano i nadir del loro recente cammino, ma la formazione di Fàbregas si è assestata da allora. Hanno incassato appena due reti nelle ultime tre uscite, dopo averne subite sei nel contesto delle cinque, segnale di un miglioramento difensivo tangibile.

Il duello tattico da monitorare è il bisogno di Verona di creare pericoli in avanti contro un Como che ha rafforzato la propria solidità dietro. I gialloblù hanno trovato la rete una sola volta nelle ultime tre gare – un misero gol in tre match – il che significa che gli attaccanti di Sammarco si troveranno di fronte a una retroguardia lariana recentemente più ermetica. Fàbregas predilige una costruzione dal basso con posizioni ben definite e, se il Como riuscirà a dettare i ritmi a centrocampo, l'attacco limitato di Verona faticherà a imbastire azioni. D'altro canto, i dati offensivi del Como nelle ultime cinque – sei gol segnati e altrettanti subiti – indicano che non si limitano a difendere: punteranno a giocare in verticale, il che potrebbe lasciare spazi per le ripartenze di Verona, se Sammarco prepara la gara con questo in mente.

I precedenti diretti sono pochi ma eloquenti: un solo confronto, vinto dal Como. Un campione troppo esiguo per fare previsioni, ma che non contraddice l'andamento attuale.

Il tallone d'Achille di Verona è strutturale: non segna in casa. Quello del Como è la mancanza di continuità – le loro ultime cinque includono due ko e una differenza reti a zero. Nessuna delle due è in stato di grazia, ma il recente slancio dei lariani e l'astinenza da gol dei gialloblù al Bentegodi pendono a favore degli ospiti. Un pareggio con poche emozioni appare lo scenario più probabile, dati gli attacchi anemici di entrambe, ma se la partita si apre, il maggiore momento di Como gli consegna un vantaggio.

Verdetto: Como a superarla, 1-0, con la siccità offensiva casalinga di Verona come fattore decisivo.