Il momento rende la questione ancora più spinosa. Il Torino di Ignazio Abate ha perso le prime due uscite in Serie A 2026-27, con quattro gol subiti e due realizzati, rimanendo a secco di punti sui sei disponibili. L'eliminazione in Coppa Italia, in casa contro il Monza — decisa da una rete di Dany Mota, con le polemiche sul rigore nel finale ad alimentare ulteriormente la frustrazione — non fa che amplificare la sensazione di un club ancora alla ricerca della propria identità e forma. In questo contesto, Gineitis ha registrato una valutazione media di 6.33 nelle sue due apparizioni in campionato, cifre che suggeriscono competenza senza ancora trasmettere piena autorevolezza.

La pista Celtic non si è raffreddata. La sessione di mercato si è conclusa con il club scozzese ancora alla finestra, il che significa che l'ipotesi di un trasferimento a gennaio resta concreta. Una simile situazione di incertezza raramente permette a un giovane centrocampista di trovare il giusto ritmo, e proprio il lituano si trova nell'età chiave — 22 anni, con un overall di 70 su 100 e un potenziale di 76 — in cui i prossimi diciotto mesi di calcio giocato definiranno il tetto del suo sviluppo. Restare in un Torino in difficoltà assicura minuti e responsabilità; un eventuale approdo in un ambiente diverso garantirebbe un nuovo contesto. Nessuna delle due strade è intrinsecamente sbagliata, ed è proprio per questo che l'indecisione assume un peso significativo.

Il Torino è stato attivo sul mercato, aggiungendo Rolando Mandragora dalla Fiorentina e Daniel Braganca, tra gli altri innesti. Questi nuovi arrivi complicano la posizione del giovane centrocampista nella gerarchia del reparto, anziché chiarirla. L'allenatore granata ora dispone di più soluzioni in mediana, il che significa che Gineitis dovrà guadagnarsi il posto da titolare anziché ereditarlo per 'default'.

I granata hanno anche perso Alieu Njie, ceduto in prestito alla Fiorentina. Una squadra in piena rifondazione, un tecnico già sotto pressione fin dalle prime battute, e una situazione di mercato rimasta in sospeso: il giovane lituano si trova a gestire tutti e tre questi fattori contemporaneamente. La sua valutazione dopo due gare è un campione statistico esiguo, ma è l'unica evidenza a disposizione, e suggerisce un giocatore che sta facendo il necessario per rimanere in corsa senza però ancora riuscire a imporsi in modo definitivo.

Saranno le prossime uscite a fornire al tecnico granata indicazioni più chiare di quanto non abbia fatto il mercato.