Il centrocampista del Napoli Billy Gilmour affronta un'estate incerta su due fronti: un infortunio al ginocchio subito in nazionale ha escluso il 24enne scozzese dalla Coppa del Mondo, e il ritorno al club lo vedrà sotto la guida di un nuovo tecnico, con un sistema di gioco differente.
Il tempismo è tutt'altro che favorevole. Gilmour ha collezionato 16 presenze in Serie A sotto la gestione di Antonio Conte in questa stagione, con un gol all'attivo e una media voto di 7.00 — un rendimento solido, seppur non spettacolare, per un giocatore il cui profilo suggerisce ampi margini di crescita, con una valutazione AI di 63 su 100 e un potenziale massimo di 75. Un potenziale massimo rilevante, poiché il prossimo capitolo con il Napoli potrebbe esigere che il centrocampista si guadagni nuovamente il posto.
La partenza di Conte spalanca le porte a Massimiliano Allegri, il quale avrebbe concordato i termini per un contratto biennale per sedere sulla panchina dello Stadio Maradona. Il modulo prediletto di Allegri — un 4-3-3 — differisce dal rigore tattico imposto da Conte, e le prime indicazioni tattiche suggeriscono che Scott McTominay potrebbe essere ricollocato nel nuovo scacchiere di centrocampo. Dove ciò lasci Gilmour nella gerarchia è una domanda legittima. Conte ha plasmato il suo Napoli intorno alla compattezza e a un pressing asfissiante; Allegri tende a premiare la disciplina posizionale e le transizioni verticali. Se il profilo del mediano scozzese sia funzionale a questo modello di gioco è qualcosa che il nuovo allenatore valuterà in pre-campionato.
Il Napoli ha terminato la stagione 2025-26 al secondo posto con 73 punti in 37 partite — un bilancio di 22 vittorie, sette pareggi e otto sconfitte, con 57 gol segnati e 36 subiti. È una base di partenza solida che ogni tecnico in arrivo accoglierebbe, e Allegri erediterà una rosa di indubbia qualità . La domanda è su quali interpreti deciderà di puntare per raggiungere gli obiettivi.
Per Gilmour, l'infortunio aggrava l'incertezza. Mancare la Coppa del Mondo gli toglie una vetrina importante per consolidare la sua posizione — sia agli occhi del nuovo allenatore del club che per il mercato delle trattative più ampio. Il giocatore torna a Napoli senza questo slancio, dovendo dimostrare il proprio valore a un tecnico che non lo ha ingaggiato e che non ha alcun obbligo di schierarlo.
Il potenziale è ampiamente documentato. L'occasione di esprimerlo appieno dovrà ora essere guadagnata da zero.