Entrambe le squadre, Genoa e AC Milan, arrivano al Marassi domenica in una condizione che sarebbe stato difficile prevedere anche un mese fa: nessuna delle due squadre ha vinto nelle ultime tre partite e nessuna ha segnato nelle ultime due uscite combinate. La domanda non è quale squadra sia in forma – nessuna lo è – ma quale porti il peso psicologico più pesante in novanta minuti che, per ragioni diverse, nessuna delle due può permettersi di perdere.
Il tecnico del Genoa Daniele De Rossi ha supervisionato una squadra che ha raggiunto un plateau negativo. I Rossoblù hanno raccolto otto punti dalle ultime cinque partite, una cifra che sembra ragionevole fino a quando la finestra delle ultime tre rivela il declino: due pareggi e una sconfitta, due punti e nessun gol segnato. Quella striscia senza reti – uno 0-0 a Firenze seguito da uno 0-0 a Bergamo – racchiude una sconfitta casalinga per 2-0 contro il Como che rappresenta il punto più basso del recente mandato di De Rossi. Il Genoa ha dimostrato di poter strappare risultati in trasferta, ma l'output offensivo si è prosciugato proprio nel momento sbagliato della stagione.
La traiettoria dell'AC Milan è peggiore. La squadra di Massimiliano Allegri ha ottenuto un punto dalle ultime tre, subendo cinque gol nel processo. Una sconfitta casalinga per 0-3 contro l'Udinese, una per 2-0 a Sassuolo e una per 2-3 in casa contro l'Atalanta: questa sequenza racconta la storia di una difesa che ha smesso di funzionare e di un attacco che non può compensare. Nelle ultime cinque partite, il Milan ha raccolto solo quattro punti, con otto gol subiti contro tre segnati. Si tratta di una squadra in declino, non di una in plateau, e il Marassi non è un campo dove le squadre in difficoltà trovano solitamente la loro stabilità .
I dati del confronto diretto di questa stagione offrono poca guida: l'unico incontro tra queste squadre è finito in pareggio, fornendo nessun segnale direzionale per domenica.
L'incontro tattico da osservare è se il Milan possa imporre una qualche struttura verticale contro una squadra del Genoa che si è dimostrata difficile da sfondare in trasferta. La squadra di De Rossi ha subito solo quattro gol nelle ultime cinque partite – lo stesso numero che ha segnato – suggerendo una forma difensiva compatta che ha resistito contro Fiorentina e Atalanta. La linea d'attacco del Milan, che ha segnato solo tre gol in cinque partite, dovrà trovare soluzioni contro una difesa che non è stata generosa. Se Allegri torna al pragmatismo del basso blocco che ha prodotto uno 0-0 contro la Juventus, la partita rischia di morire come un contest, ma il record difensivo del Milan suggerisce che quell'approccio non è più affidabile.
Il secondo duello è nel controllo del centrocampo. Il Genoa in casa ha mostrato di poter essere vulnerabile – la sconfitta per 0-2 contro il Como lo ha dimostrato – ma il Milan in trasferta dal San Siro è stato altrettanto fragile, perdendo a Sassuolo in un risultato che ha sottolineato quanto sia crollata la fiducia della squadra. Qualunque unità di centrocampo stabilisca il dominio territoriale nella prima mezz'ora è probabile che detti il ritmo dell'intera partita.
La debolezza del Genoa è ovvia: non ha segnato in due partite consecutive e un pubblico di casa che si aspetta un intento offensivo diventerà irrequieto se la squadra di De Rossi si ritira nella stessa postura conservatrice che ha guadagnato pareggi contro Fiorentina e Atalanta. La debolezza del Milan è strutturale – otto gol subiti in cinque partite non è una serie di sfortuna, è un'unità difensiva che ha perso la sua coesione organizzativa sotto Allegri.
L'esito più probabile qui è una partita a basso punteggio che nessuna delle due squadre controlla veramente. Il record casalingo del Genoa ha una fragilità – la sconfitta contro il Como lo ha dimostrato – ma l'incapacità del Milan di mantenere clean sheet in trasferta inclina l'equilibrio. Un pareggio 1-1, con entrambe le squadre che trovano la rete una volta e nessuna che trova la qualità per andare oltre, si adatta più onestamente alle prove.